Manca poco più di un mese al via del lavori per la Variante della Tremezzina
Manca poco più di un mese al via del lavori per la Variante della Tremezzina

Tremezzina (Como) - La Statale Regina tagliata a metà per il via ai lavori della Variante della Tremezzina è solo una parte dei problemi che dovranno affrontare gli abitanti di Tremezzina e degli altri paesi a monte del cantiere. Se resistere durante i 120 giorni di chiusura dorsale del lago sarà dura, convivere con il via vai dei mezzi pesanti per i prossimi sette anni, ammesso che i tempi di cantiere siano rispettati, rischia di essere impossibile. È questa probabilmente una delle sfide più impegnative del nuovo cantiere che movimenterà, solo per l’attività di scavo, decine di mezzi pesanti che paralizzare il traffico sul lago già fin troppo congestionato. Il buongiorno si vedrà già nelle prossime settimane con il primo assaggio del cantiere che inizierà le perforazioni dall’area di Colonno. Il materiale estratto infatti dovrà essere inviato nelle discariche di inerti di Bulgarograsso, Cassina Rizzardi e Cucciago che distano oltre una trentina di chilometri dall’area di scavo. Secondo il piano messo a punto da Anas e dal Consorzio di imprese Cal che ha vinto la gara d’appalto, i mezzi pesanti prima si dirigeranno al campo base di Grandola ed Uniti dove saranno temporaneamente stoccati in attesa di essere poi definitivamente smaltiti in discarica.

I tecnici hanno già iniziato le ricognizioni nell’area di Colonno, già nella disponibilità dell’appaltatore dopo la consegna avvenuta la scorsa settimana, la Regina chiuderà per 120 giorni consecutivi a partire dalla fine di novembre. La prima parte dei lavori prevede gli scavi degli imbocchi delle gallerie e contemporaneamente i llavori per i portali di imbocco e del muro dello svincolo verso il lago. "Anas risparmierà svariate decine di milioni di euro dall’avvio del cantiere della Tremezzina con la Statale Regina chiusa a Colonno per 4 mesi invece che con la strada aperta - mette le mani avanti il presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli - Chiediamo che una parte di quei risparmi si trasformino in ristori per quelle imprese e anche quei lavoratori che verranno fortemente penalizzati dalla chiusura".