Stalker
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Rovellasca (Como), 3 giugno 2019 - Per mesi le ha impedito di disporre liberamente degli spazi della sua abitazione, di invitare ospiti in giardino senza incorrere in episodi sgradevoli. L’ha costretta a entrare e uscire da casa il più in fretta possibile per incontrarlo il meno possibile, a fingere di stare al telefono mentre gli passava accanto. Ma in queste ultime ore ha finalmente potuto riprendere possesso della sua vita e dei suoi spazi, grazie a una misura cautelare che impone al vicino di casa di stare a una distanza minima di un chilometro dalla sua abitazione e da tutti i luoghi di lavoro e di svago frequentati dalla parte offesa. Ciò significa che dovrà letteralmente abbandonare il paese.

Il provvedimento ha raggiunto S.M., 63 anni di Rovellasca, in provincia di Como, accusato di stalking nei confronti di una donna che vive nel suo stesso complesso e contro la quale, negli ultimi due anni, avrebbe sviluppato un accanimento continuo e quotidiano. Condotte sfociate in svariate denunce e in un’indagine dei carabinieri di Turate, che hanno sentito numerosi testimoni, a conferma di quanto veniva loro segnalato man mano dalla vittima. Ogni giorno S.M. cantava ad alta voce, nella certezza di poter essere sentito, canzoni in cui inseriva il nome della vicina storpiato e alternato a oscenità, anche quando la donna aveva ospiti, al punto da spingerla a non utilizzare gli spazi della sua abitazione maggiormente adiacenti a quelli del vicino. A questo si sono aggiunti, per due anni, insulti ripetuti e altre condotte sgradevoli nei suoi confronti; un controllo serrato dei suoi movimenti, con il vicino che si faceva trovare lungo i percorsi che la donna doveva seguire per entrare e uscire da casa. In un caso, S.M. avrebbe anche urinato sulla recinzione dell’abitazione della donna. Comportamenti tenuti anche quando la vittima aveva ospiti, o in presenza di figli e parenti e che hanno fortemente condizionato la sua esistenza, nonostante i tentativi di mettere fine a tale situazione senza arrivare alle denunce.

Alla luce della lunga lista di episodi elencati dai carabinieri, e delle ricadute certificate sullo stato di ansia della vittima, il sostituto procuratore di Como, Massimo Astori, ha chiesto la misura cautelare, emessa ora dal gip Maria Luisa Lo Gatto. Che, oltre a imporre il divieto di avvicinamento esteso a tutti i luoghi in cui si svolge la vita della vittima, ha disposto la trasmissione del provvedimento ai servizi sociali del territorio, invitandoli a intervenire affinché «l’imputato venga orientato verso un programma di prevenzione della violenza», facendo eventualmente riferimento, aggiunge il giudice, «alla Rete di Coordinamento provinciale per la promozione di azioni integrate contro la violenza sulle donne», con successiva trasmissione dell’esito di tale programma di prevenzione.