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19 mag 2022

Sigillati 46 immobili e una villa da 15 stanze

Il provvedimento riguarda il ragioniere Mario Piva a garanzia di un debito erariale pari circa a 650mila euro

19 mag 2022
L’hotel di lusso in via Manzoni, mai aperto nonostante i lavori finiti da due anni
L’hotel di lusso in via Manzoni, mai aperto nonostante i lavori finiti da due anni
L’hotel di lusso in via Manzoni, mai aperto nonostante i lavori finiti da due anni
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L’hotel di lusso in via Manzoni, mai aperto nonostante i lavori finiti da due anni
L’hotel di lusso in via Manzoni, mai aperto nonostante i lavori finiti da due anni

Sono 46 gli immobili destinatari del sequestro preventivo eseguito nelle ultime ore dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Como a carico della Hoppaim, società immobiliare riconducibile all’imprenditore comasco Mario Piva. Tra questi, anche una villa di pregio composta da 15 vani a Cernobbio e altre abitazioni tra Como e Cantù e numerosi terreni.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Simona De Salvo, già a novembre 2021 erano sfociate nel sequestro di 650mila euro: la cifra che, secondo le attuali ipotesi, sarebbe stata sottratto al Fisco dalle società di Piva. Denaro che risulterebbe sparito con un meccanismo di triangolazione societaria durante la realizzazione di un hotel di lusso in via Manzoni, mai entrato in funzione nonostante la conclusione dei lavori da un paio di anni. Il provvedimento cautelare eseguito ora è stato effettuato a garanzia del debito erariale di quei 650mila euro, per il "fondato rischio della dispersione del patrimonio da parte dell’indagato". Le indagini erano scaturite da una verifica fiscale sul contratto d’appalto stipulato per la realizzazione dell’hotel, risultato non genuino: l’analisi sulla contabilità aziendale avrebbe infatti rivelato un’interposizione di impresa appaltante, la Fanny Gest, risultata una “scatola vuota“ – come vengono definite le realtà economiche prive di una vera operatività e utilizzate solo per operazioni finanziarie di frode – che ha omesso il pagamento dell’Iva.

Mentre la società appaltatrice, effettiva beneficiaria del sistema di falsa fatturazione, ha potuto costituirsi un credito Iva fasullo di oltre un milione e 300mila euro, utilizzato a compensazione di altre imposte. La Fanny Gest invece, a conclusione dei lavori, si sarebbe trovata con un debito erariale di circa 700mila euro.

Debiti che Piva, assistito dall’avvocato Massimo Di Marco, ha sempre negato. Già a novembre era stato effettuato un primo sequestro di beni, conti correnti e quote di tre società di capitali di proprietà dell’imprenditore. Ora il gip di Como ha disposto il sequestro preventivo di alcuni immobili di pregio: a Como sul Lungolario Trieste al numero 20 e 50, in via Diaz 2, via Pogliano e via Torriani, dove ha sede la società Piva, mentre gli altri immobili ospitano il ristorante Antica Darsena, e negozi, tra cui Cucchi sul lungolago. A questi si aggiunge a Cantù una proprietà in via Italia e a Cernobbio due immobili in via Garibaldi 13 e via Privata Tartaletti 2.

Paola Pioppi

© Riproduzione riservata

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