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24 giu 2022

Seconda prova alla Maturità con patemi ma senza imboscate

In diversi casi i ragazzi hanno ammesso di avere ricevuto un piccolo aiuto dai loro insegnanti

24 giu 2022
Un ritorno alla “normalità” anche per gli studenti lecchesi
Un ritorno alla “normalità” anche per gli studenti lecchesi
Un ritorno alla “normalità” anche per gli studenti lecchesi
Un ritorno alla “normalità” anche per gli studenti lecchesi
Un ritorno alla “normalità” anche per gli studenti lecchesi
Un ritorno alla “normalità” anche per gli studenti lecchesi

Senza patemi o quasi la seconda prova della Maturità, tornata nella versione con i due scritti dopo la lunga pausa del Covid, ma in realtà profondamente rivoluzionata dal ministro Patrizio Bianchi. Se il tema è stato lo stesso per tutti, l’autonomia dei singoli istituti l’ha fatta da padrone nella prova di indirizzo che non solo è variata a seconda del diverso indirizzo, ma è stata confezionata su misura dalle commissioni interne sulla base degli argomenti affrontati durante l’anno scolastico.

Nessuna imboscata dunque a Como, Bergamo, Brescia, Lecco e Sondrio dove ieri si sono presentati in classe in 24mila (rispettivamente sono stati 3198, 7996, 8354, 2195 e 1407) per una prova che vale una decina di punti, 5 in meno rispetto al tema e soprattutto molto meno dell’orale che da solo vale 25 punti. Insieme a loro in aula sono tornati i docenti incaricati di giudicarli, tutti interni tranne i presidenti: 218 quelli individuati a Bergamo, 247 a Brescia, 96 a Como, 63 a Lecco, 37 a Sondrio. Per i ragazzi degli istituti tecnici e dei licei la seconda prova si è conclusa ieri con una durata che variava dalle 4 alle 8 ore, mentre per la prova dei licei artistici e quelli coreutici proseguiranno anche oggi e sabato per portare a termine i loro elaborati.

Agli studenti del l Classico sono capitate molto probabilmente le prove più che abbordabili con versioni di Seneca e Cicerone, per i più fortunati non inedite. È andata bene anche ai ragazzi dello Scientifico che, a differenza degli anni scorsi, quando i quesiti arrivavano da Roma, hanno avuto la garanzia di vedersi sottoporre argomenti affrontati durante l’anno. Paradossalmente la prova più difficile è toccata agli studenti degli istituti tecnici, alle prese con progetti e bilanci che in qualche caso hanno riservato più di un’insidia. Alla fine però la maggior parte degli studenti al termine dell’esame si è dichiarata soddisfatta e ha anche ammesso di aver ricevuto qualche "dritta" da parte dei propri insegnanti che, al momento giusto, ha saputo come mettere i loro alunni sulla buona strada. Adesso rotto il ghiaccio con la Maturità non resta che concentrarsi sull’ultima prova, ma anche l’orale sembra a portata di mano di fronte a una commissione composta dai propri docenti e con la possibilità di partire dalla tesina. Roberto Canali

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