Un'immagine di repertorio di migranti intenti a consumare un pasto
Un'immagine di repertorio di migranti intenti a consumare un pasto

Como, 8 ottobre 2017 - Tensione per la presenza dei migranti nella parrocchia di San Giuseppe, a Como e i genitori ritirano i figli dal catechismo. Nei giorni scorsi sarebbe dovuto partire il servizio delle colazioni offerte ai migranti dalla parrocchia, ma tutto è ancora fermo, bloccato dalla rivolta di mamme e papà. Diverse famiglie con i figli che frequentano il catechismo nelle stesse strutture hanno manifestato forti malumori e proteste per la novità e avrebbero deciso di ritirare i figli dalle attività del centro. Contestano la mancata comunicazione da parte della parrocchia e della steCaritas, che gestirà materialmente il servizio delle colazioni ai migranti, ma soprattutto la situazione igienica. Temono inoltre che la situazione possa degenerare come sta accadendo nella zona di San Rocco a Como, dove residenti e un gruppo di immigrati sono ai ferri corti.

Non è la prima volta che i residenti di alcuni quartieri di Como, che gravitano attorno alle parrocchie, protestano per l’accoglienza dei profughi nei locali della chiesa. Era successo anche a Rebbio, dove durante lo scorso inverno i locali della parrocchia erano stati trasformati in dormitorio, a volte anche per una sessantina di senza fissa dimora, che instancabilmente don Giusto andava a raccogliere per le strade del capoluogo durante le notti di gelo.

«Ci sono dei malumori, ma abbiamo confermato che la struttura resterà sempre pulita – ha confermato Roberto Bernasconi, presidente della Caritas, che si dovrebbe occupare del servizio di colazioni dalle 7 fino alle 8.30 del mattino – La prossima settimana in occasione delle messe spiegheremo anche l’iniziativa. Ho parlato con qualcuno di questi genitori e qualche famiglia ha dato la disponibilità a collaborare». Se qualche voce contesta le scelte dei parroci di Como in merito all’accoglienza dei migranti, sono state centinaia quelle a sostegno delle attività in soccorso dei migranti . Il capoluogo, a partire dall’estate del 2016, si è ritrovato al centro di una forte emergenza per la presenza di centinaia di migranti che tentativano di entrare in Svizzera senza successo. E sin da quei giorni, insieme alla Caritas, molte persone si sono mobilitate per aiutare nella distribuzione dei pasti e nell’emergenza freddo di quest’inverno. In città sono state organizzate anche diverse manifestazioni, pubblicazioni e mostre fotografiche a sostegno dell’attività di don Giusto della Valle a Rebbio e della Caritas comasca.