L'ufficio al centro dello scandalo
L'ufficio al centro dello scandalo

Novedrate (Como), 22 aprile 2016 - «Sono stato io, ammetto di aver preso quei soldi, e ora sto cercando il modo di risarcire». Aurelio Celli. 51 anni, ex direttore dell’ufficio postale di Novedrate, si è presentato alla Guardia di finanza di Erba, assistito dal suo avvocato Manuel Gabrielli, e si è completamente addossato quell’ammanco da oltre 700mila euro, su cui da alcuni giorni è stato aperto un fascicolo penale in Procura a Como. L’ipotesi di reato a carico dell’uomo, parla di peculato, in quanto la sua posizione di dirigente di ufficio postale, lo equipara a un funzionario pubblico. Da alcuni giorni di Celli non si avevano più notizie, ma era ormai chiaro che decine di migliaia di euro, erano spariti da libretti e conti facenti capo alle poste di Novedrate, secondo modalità che erano ancora tutte da comprendere.

Nessuno ha mai sporto denuncia per quegli ammanchi: la vicenda è emersa in seguito alle lamentele di alcuni utenti, e a una serie di articoli di giornale, che sono stati recepiti dalla Procura di Como: l’apertura del fascicolo ha quindi proceduto d’ufficio, per un titolo di reato che non necessita di querela di parte. Su disposizione del sostituto procuratore Simone Pizzotti, la Guardia di finanza ha proceduto a una lunga perquisizione nell’abitazione dove fino d alcuni mesi fa Celli viveva con la moglie, a Fino Mornasco, e dalla quale è stato allontanato in esecuzione di un ordine del giudice per un differente procedimento giudiziario, tuttora pendente. I militari si sono così presentati questa settimana, nel tardo pomeriggio di alcuni giorni fa e dopo aver ascoltato le ammissioni di Celli.

La perquisizione era durata fino a tardissima ora, ma da quell’abitazione la Finanza è uscita con chili e chili di materiale cartaceo, di ogni genere, trovato accumulato pare anche in solaio. Tutti documenti che sono apparsi di interesse, ma anche ora dovranno essere valutati, con più attenzione, per capire esattamente come e con quali tempi quei soldi siano spariti, e possibilmente anche la loro destinazione. Celli ha dichiarato di voler risarcire quell’ingentissimo danno, anche se ancora non sa in che modo. Nel frattempo, il suo incarico alle poste di via Grandi, è stato sospeso, ma il provvedimento risulta essere non recentissimo: nelle scorse settimane, gli ispettori postali hanno svolto alcuni sopralluoghi nell’ufficio di Novedrate, con l’evidente intenzione di ricostruire la contabilità di quella sede, il cui giro di utenza non è secondario. Le indagini, nonostante le ammissioni di Celli, non sono concluse.

Al contrario sono solo all’inizio, per capire dove e come sono stati prelevati i soldi, quali sono esattamente le parti offese di questa vicenda, e attendere come si muoverà lo stesso Celli in termini risarcitori, così come dichiarato ai finanzieri.