Menaggio (Como) 3 settembre 2018 - Dopo quattro giorni di sussurri, voci, ricostruzioni più o meno verosimili e tanti interrogativi,  toccherà al gip del Tribunale di Como mettere il primo punto fermo sullo stupro di Menaggio, pronunciandosi sulla convalida del fermo dei tre giovani stagionali, appena ventenni, accusati di aver abusato di due diciassettenni. Da decidere ci sono anche le misure cautelari, che potrebbero essere diverse, a seconda di come il giudice interpreterà il ruolo che ognuno di loro ha avuto nel corso di quella sciagurata serata. 

Come in un giallo senza lieto fine,  sono pochi i punti fermi e anche la ricostruzione delle due ragazze è contraddittoria. Colpa dello choc subito e forse anche dell’alcol che l’8 agosto pare sia scorso a fiumi. Se n’erano> accorti anche gli altri clienti, che quella sera avevano deciso di tirar tardi nel pub vicino all’imbarcadero, dove i giovani e le ragazze si sono conosciuti: impossibile ignorare il baccano che arrivava da quel tavolo, e qualcuno ha anche notato all’uscita che nel gruppo c’era chi faticava a reggersi in piedi. Da qui la decisione delle due diciassettenni di accettare un passaggio e salire sull’auto di Zinabu Muratore, 22 ann, l’altro italiano del gruppo anche se di origini etiope, che anche se scagionato dalle due stesse vittime - che avrebbero riferito di non aver subito alcuna molestia da lui - è finito lo stesso al Bassone con i suoi due amici. «Come mai il mio cliente è in carcere? Me lo chiedo anch’io – dice l’avvocato di Muratore, Ernestina Lancetti –. La sua unica colpa è di aver accompagnato in auto gli amici a fare un bagno di notte al lago e poi di averli portati indietro. Non ha fatto nulla e non aveva alcuna intenzione di fuggire, spero che il giudice in considerazione della sua posizione riveda il provvedimento».

Stretti in sei su quell’auto, le avance iniziate nel locale si sarebbero fatte più audaci, per poi trasformarsi in violenza in spiaggia. In particolare a subire lo stupro sarebbe stata una delle due ragazze, che però ha fornito almeno due versioni dell'aggressione, coinvolgendo prima tutti e quattro i giovani (il barista Nicholas Pedrotti, 22 anni, di Chiesa in Valmalenco, il cameriere albanese Emanuel Dedaj, che quella sera festeggiava i 21 anni, Muratore e Gheorghe Rotaru, moldavo ventenne, ricercato perché si trovava sul lago in vacanza ed è rientrato in patria) poi solo due di loro. A confermarlo la visita compiuta tre giorni dopo all’ospedale di Saronno. L’altra giovane avrebbe subito molestie comunque compatibili con il reato di violenza sessuale. Insomma un vero e proprio rompicapo che gli inquirenti stanno risolvendo con l’aiuto della tecnologia: già nelle scorse settimane sono stati acquisiti i video delle telecamere presenti in zona e sono stati passati al setaccio i cellulari dei ragazzi, utili anche per ricostruire attraverso il segnale ai ponti radio l'esatta posizione nel corso della serata.