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Il lido di Menaggio (Cusa)

Menaggio (Como) 4 settembre 2018 - «Versioni convergenti e plausibili», a fronte delle dichiarazioni ritenute contraddittorie rese dalle ragazze, che al momento costituiscono «l’unica fonte di prova a carico degli indagati». Con queste motivazioni, ieri pomeriggio, il Gip di Como Carlo Cecchetti ha deciso di non convalidare il fermo dei tre giovani finiti in carcere giovedì con l’accusa di violenza sessuale ai danni di due ragazze di 17 anni, in villeggiatura sul lago a inizio agosto. Zinabu Muratore, 22 anni di Claino con Osteno, il coetaneo Nicholas Pedrotti di Chiesa in Valmalenco, e il ventunenne Emanuel Dedaj residente a Spoleto, ieri mattina hanno risposto a lungo al giudice che li ha interrogati in carcere a Como. 

Ne sarebbe emersa una ricostruzione complessivamente coerente dei fatti avvenuti quella sera, tale da spingere il giudice a non convalidare i loro fermi per «insussistenza di gravi indizi» e a disporre l’immediata scarcerazione, così come chiesto dagli avvocati. «Pienamente rispettando la decisione assunta dal giudice per le indagini preliminari – ha commentato il procuratore capo di Como, Nicola Piacente - comunque non equiparabile a una pronuncia di assoluzione, attesa la fase interlocutoria in cui è intervenuta, questo ufficio si riserva di effettuare ulteriori approfondimenti investigativi». A fronte del mancato riconoscimento delle esigenze cautelari, resta inteso che le indagini sono ancora in corso, per confrontare quanto dichiarato dalle due ragazze e metterlo a confronto con la versione dei tre giovani.

L’episodio al centro delle indagini risale alla notte tra l’8 e il 9 agosto, quando le quattro amiche avevano fatto conoscenza con cinque ragazzi incontrati in un bar. Poco dopo mezzanotte il gruppo si era diviso: due amiche avevano fatto rientro a casa, così come uno dei ragazzi. Sull’auto di Muratore erano saliti in sei: oltre a Pedrotti e Dedaj anche Gheorghe Rotaru, ventunenne Moldavo che nei giorni scorsi ha fatto ritorno a casa. E poi le due ragazze. Dovevano andare verso Griante, per accompagnarle a casa, ma sull’auto, diretta verso la spiaggia di Menaggio, erano iniziati i primi approcci. Una delle due si è subito sottratta, arrivando a schiaffeggiare Dedaj che, come ha dichiarato ieri al giudice, si sarebbe subito fermato. Con l’altra ragazza si sarebbero invece appartati gli altri tre indagati. «Ho solo accompagnato i miei amici con l’auto - ha detto Muratore al giudice - e non ho preso parte a nulla». Lo stesso approccio di Pedrotti, ritenuto dal giudice «plausibile e convergente». All’appello manca solo una versione, quella di Ghorghe, al momento irreperibile.

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