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12 apr 2022

Como, giallo di Massimo Riella evaso e sparito nei boschi. Il padre: "Gli hanno sparato"

L'anziano ha presentato denuncia di scomparsa ai carabinieri: "Lo ha colpito un agente della Penitenziaria". L'uomo da un mese è in fuga nell'Alto lago

Massimo Riella, 48 anni, in una foto d’archivio con la sua moto da trial nei boschi
Massimo Riella

Como, 12 aprile 2022 - Si tinge davvero di giallo il caso di Massimo Riella, l'uomo che da un mese è stato protagonista di una spericolata evasione per finire fuggitivo nei boschi dell'Alto lago. Secondo il padre all'uomo avrebbero sparato. Riella, 48 anni, detenuto in attesa di giudizio per rapina, era fuggito durante una visita sulla tomba della madre al cimitero di Brenzio. Suo padre Domenico, 80 anni, ha presentato una denuncia di scomparsa al comando dei Carabinieri di Gravedona sostenendo che un agente di polizia penitenziaria ha sparato al figlio.

Domenico Riella ha raccontato al Corriere della Sera di avere incontrato il figlio venerdì scorso alla presenza di un agente di polizia penitenziaria che conosceva bene, in un vano tentativo di convincerlo a costituirsi. Il colloquio però sarebbe terminato, a detta dell'anziano, con Massimo Riella colpito da almeno un colpo di pistola esploso dall'agente. "Al momento stiamo facendo le verifiche del caso. Comprese le eventuali ricerche del corpo, ammesso che la versione raccontata da Domenico Riella sia autentica", riferiscono i carabinieri.

Intanto la Procura di Como ha indagato per favoreggiamento marito e moglie (lui 50 anni, lei 43) residenti a Dosso del Liro, a poche centinaia di metri in linea d'aria dal luogo in cui il 12 marzo scorso Massimo Riella riuscì a scappare. Secondo
la Procura, che ha già notificato l'avviso di chiusura indagini preliminari, il giorno stesso dell'evasione i due avrebbero ospitato l'evaso nella loro abitazione dandogli da mangiare e consentendogli di usare il loro telefono cellulare. Non è escluso che altre possano essere le persone che verranno indagate per avere aiutato la fuga di Riella.

 Riella, con precedenti penali per spaccio, furto e bracconaggio, era stato arrestato quale autore di una rapina compiuta nell'ottobre dello scorso anno ai danni di due anziani contadini del paese, minacciati e malmenati in casa da un uomo incappucciato. Per il padre Massimo sarebbe innocente, il rapinatore sarebbe stato un altro uomo.

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