I vigili del fuoco spengono il rogo appiccato dall'uomo
I vigili del fuoco spengono il rogo appiccato dall'uomo

Mozzate (Como), 19 ottobre 2019 - In testa aveva solo un obiettivo: scrutare nel telefono cellulare dell’ex moglie, capire se dopo la loro separazione, avvenuta ormai da tempo, la donna avesse iniziato a frequentare qualcuno. Così l’ex coniuge, un uomo di 57 anni di Mozzate, ieri mattina alle 6 l’ha aspettata lungo la strada che lei percorre ogni mattina per andare al lavoro. È riuscito a fermare la sua auto, farla scendere e immobilizzarla. Scene a cui non ha assistito nessuno, così il cinquantasettenne è riuscito a chiudere la donna nel portabagagli della sua auto, mettersi alla guida e andare verso casa sua, in una palazzina di via ai Ronchi, non molto distante dal luogo on cui ha intercettato l’ex moglie. L’ha obbligata a salire in casa, minacciandola, per poi legarla a una sedia, chiudendole la bocca con nastro adesivo. Quando lei ha tentato di divincolarsi l’ha colpita al volto, utilizzando anche con un martello con il quale l’ha ferita alla fronte.

A quel punto, ha potuto realizzare il suo scopo: prendere il suo telefono cellulare e controllare se ci fosse traccia di un altro uomo. Una nuova relazione, un corteggiatore, qualcuno che potesse dare ragione alla sua gelosia. Ma di tutto ciò non c’era traccia. Niente che potesse dargli ragione nei suoi sospetti andati al di là di qualunque capacità di ragionamento. Così, dopo circa un’ora di follia, il cinquantasettenne ha slegato l’ex moglie e l’ha riportata nel luogo in cui aveva lasciato la macchina. Ma non era finita. 

È subito tornato verso la sua abitazione, sceso nel garage su cui si affaccia la parte posteriore del condominio in cui vive, e ha dato fuoco all’auto, probabilmente una Mercedes, andata completamente distrutta e poco riconoscibile. Poi è salito in casa, e si è ferito al petto più volte con un coltello da cucina, lasciandoselo conficcato dopo l’ultima sferzata. I soccorritori del 118 lo hanno trovato così, a metà mattinata, quando la ex moglie, di una decina di anni più giovane di lui, si era ormai rivolta ai carabinieri di Tradate, e a Mozzate accorrevano i vigili del fuoco. Lui era ferito e vivo, i sanitari lo hanno intubato e trasportato all’ospedale di Varese, dove è stato ricoverato con prognosi riservata, ma non viene ritenuto in pericolo di vita. 
Nel frattempo i carabinieri di Tradate e Mozzate hanno iniziato a lavorare per ricostruire la scia agghiacciante di cui è stata vittima la donna. È stata medicata e dimessa con una prognosi di una decina di giorni, poi sentita dagli investigatori per tutto il pomeriggio di ieri. Ha raccontato del suo sequestro, del tentativo di divincolarsi e di sottrarsi all’ex marito.

Delle minacce ricevute per consentirgli di intrufolarsi nella sua vita e nelle sue ipotetiche frequentazioni, di cui non esisteva traccia. La palazzina in cui è stato appiccato l’incendio ha subito forti danni, e in particolare le abitazioni immediatamente al di sopra del garage andato a fuoco, sulle quali sono in corso verifiche per accertare la tenuta della soletta. Nei confronti del cinquantasettenne per il momento non è stato preso alcun provvedimento, in attesa di chiarire cosa è accaduto in quelle ore, e soprattutto delle decisioni della Procura di Como. Al momento non risulterebbero precedenti problemi tra i due, o almeno non noti all’autorità giudiziaria, ma per capire il contesto in cui è stata concepita e realizzata questa aggressione, i carabinieri stanno lavorando, anche ascoltando attentamente il racconto della vittima. Non è escluso che si debbano fare valutazioni anche sullo stato di salute mentale del cinquantasettenne, prima di ricondurre solo a uno scatto di gelosia una sequenza che è partita da un sequestro di persona, per poi sfociare nelle lesioni e nell’incendio doloso.