Lido di Villa Olmo
Lido di Villa Olmo

Como, 3 dicembre 2018 - La Procura di Como indaga sulla gara di assegnazione per la gestione del Lido di Villa Olmo, con l’ipotesi di turbativa d’asta, relativamente alla partecipazione di tre società. Su delega del sostituto procuratore di Como Mariano Fadda, nei giorni scorsi la Guardia di finanza ha perquisito lo studio del commercialista comasco Bruno De Benedetto, 51 anni, alla ricerca di documentazione relativa alle società Café Fleurs srl, Factory Beach srl e Lido di Como srl. Tutte e tre avevano partecipato alla gara indetta dal Comune di Como nel 2016, che si era conclusa a dicembre di quell’anno con l’aggiudicazione provvisoria a favore di Sport Management, società veronese con amministratore Franco Tosi.

La Café Fleurs si era piazzata seconda nella graduatoria, quinta la Factory Beach e sesta la Lido di Como. Tuttavia lo stesso Comune aveva escluso dalla graduatoria le tre società, in quanto dagli accertamenti successivi erano emersi punti di connessione tra loro, in violazione del regolamento che impediva allo stesso soggetto di partecipare con più domande, anche nel caso in cui vi fossero semplici rapporti di collegamento tra le società. In particolare, lo studio De Benedetto risultava essere in tutti i casi il punto di riferimento in cui erano stati elaborati atti o documentazioni relativi alle tre società.

Ora la Procura sta verificando questo quadro, sulla scorta della sentenza del Tar dello scorso aprile che rigettava il ricorso presentato da Café Fleurs contro l’esclusione. «Il reato di turbata libertà degli incanti – affermano i giudici – sussiste non solo quando la gara non può essere effettuata, ma anche quando si disturba il regolare svolgimento, influenzandone o alterandone il risultato che, senza l’intervento perturbatore, avrebbe potuto essere diverso». Da qui, l’ipotesi di turbativa d’asta formulata dalla Procura. Nel frattempo il Comune aveva a sua volta annullato anche l’aggiudicazione a favore di Sport Management: dal ricorso presentato al Tar dalla terza società in graduatoria, la Villa Olmo Lido, era infatti emerso che Tosi aveva riportato una condanna nel Tribunale di Verona nell’aprile 2014, in contrasto con quanto dichiarato durante la sottoscrizione di partecipazione all’asta.