Il lido di Villa Olmo
Il lido di Villa Olmo

Como, 11 luglio 2018 - Bello, ma solo da vedere, il primo bacino del lago di Como, dove per la seconda estate di fila è praticamente impossibile fare il bagno. È chiuso dall’anno scorso il lido di Villa Olmo, dopo la decisione di Palazzo Cernezzi di revocare la concessione alla veronese Sport Management, accusata di aver commesso falso in atto pubblico. In attesa che il Tar si pronunci sul ricorso presentato dalla società, i cancelli della struttura che sorge proprio a lato del parco sono sigillati e salvo sorprese dell’ultima ora lo rimarranno fino a fine stagione. Sta seguendo da vicino la questione anche il sindaco Mario Landriscina, ma appare difficile se non impossibile riaffidare la struttura in tempi brevi al vecchio gestore che per venticinque anni ha vegliato sulle estati in città di comaschi e turisti.

È aperto per fortuna, il lido di viale Geno dall’altra parte del lago, ma qui manca la piscina e quindi sono accontentati solo gli amanti della tintarella. Rimarrebbe il lago, azzurro da mozzare il fiato, ma meglio non fidarsi. L’altro giorno a fugare ogni dubbio ci hanno pensato i volontari di Legambiente che nel corso del weekend hanno eseguito dei prelievi lungo le sponde navigando a bordo della Goletta dei laghi.

Neanche a dirlo tra i punti più inquinati c’è la la foce del torrente Cosia, che si immette nel lago proprio alle spalle del Tempio Voltiano, la spiaggia di tanti comaschi e turisti che ignorando i cartelli di divieto di balneazione non resistono alla tentazione di tuffarsi per un bagno ristoratore. "Il Cosia raccoglie l’acqua in uscita dal depuratore cittadino, fare il bagno lì di fronte oltre che proibito è fortemente sconsigliato – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. Ogni anno monitoriamo molto attentamente questo tratto e anche quest’anno abbiamo trovato la presenza di coliformi fecali, in teoria il lago si sarebbe dovuto risanare entro il 2015, adesso il termine è stato spostato al 2027. Noi rimaniamo fiduciosi, ma occorre fare presto". Nell’attesa al Comune non rimane che cercare di dissuadere i temerari, anche se spesso si tratta di intere famiglie con bambini al seguito, a suon di multe. Si va da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro, ma lo stesso non si contano coloro che aggirano i divieti.

L'unica alternativa è prendere l’autobus e risalire il primo bacino almeno fino a Cernobbio, al nuovo lido dell’ex Galoppatoio dove secondo l’Asl si può fare il bagno nel lago. Non ditelo però a Legambiente che nella sua campagna di analisi ha classificato come fortemente inquinato anche il torrente Breggia, che sfocia a lago proprio qui vicino. In questo caso a immettere le loro acque nere nel Lario sono gli svizzeri e non c’è verso di convincerli a cambiare abitudini.