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30 lug 2022

La ragazza-esca e il raid "Adesso sarà War Zone"

Nove arresti dei carabinieri. Ricostruita la lunga escalation di violenza dall’aggressione in centro a Milano fino al rapimento di Baby Touchè

30 lug 2022
nicola palma
Cronaca
Mohamed Lamine Saida, “Simba La Rue“, in una foto tratta dal suo profilo Instagram
Mohamed Lamine Saida, “Simba La Rue“, in una foto tratta dal suo profilo Instagram
Mohamed Lamine Saida, “Simba La Rue“, in una foto tratta dal suo profilo Instagram
Mohamed Lamine Saida, “Simba La Rue“, in una foto tratta dal suo profilo Instagram
Mohamed Lamine Saida, “Simba La Rue“, in una foto tratta dal suo profilo Instagram
Mohamed Lamine Saida, “Simba La Rue“, in una foto tratta dal suo profilo Instagram

di Nicola Palma Un’aggressione dietro l’altra. Vendette incrociate che si rincorrono. Agguati nella notte e promesse di rivalsa a favor di smartphone, con i follower a cliccare like e commentare in tempo reale. Chi ha iniziato per primo? L’analisi a ritroso dei profili social sembra rintracciare la scintilla in un confronto in corso Como a Milano a inizio 2022, anche se è probabile che i semi della rivalità tra trapper siano stati piantati prima. Da una parte Mohamed Lamine Saida alias Simba La Rue, nato vent’anni fa in Tunisia e cresciuto in provincia di Como. Dall’altra Mohamed Amine Amagour, italo-marocchino di 19 anni residente a Padova. Una faida sempre più violenta, interrotta ieri dai carabinieri. A valle di un’indagine durata alcuni mesi, i militari del Nucleo operativo hanno ammanettato La Rue e altri 8 del giro, compresa la ventenne monzese Sara Ben Salha, destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Salvini. Nel provvedimento di 50 pagine, vengono ricostruiti due raid nei confronti di Baby Touchè e compagnia. Il primo nella notte tra il 29 febbraio e il primo marzo e, secondo le indagini, è la risposta a un altro blitz, datato 14 febbraio: quel giorno, Fabio Carter Dago Gapea, venticinquenne della gang La Rue, viene accoltellato vicino alla stazione di Padova. Per il ferito, i colpevoli sono Akrem B.H. e il pugile Samir B., del gruppo Touchè. Così i nemici pianificano la spedizione punitiva. Il primo tentativo va a vuoto: la banda si muove in direzione Busto Arsizio, dov’è in programma un incontro di boxe, ma un controllo delle forze dell’ordine stoppa tutto. Non è un posto di blocco casuale: Gapea è intercettato dalla Mobile di Lecco, che il primo aprile lo fermerà insieme al complice ivoriano Alan Christopher Momo dopo aver sequestrato cocaina, hascisc e tre pistole. "Sai come stavamo ...

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