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Como, 10 settembre 2018 - Si muovono in gruppo. Rubacchiano, danneggiano, minacciano. Prendono quello che gli capita a tiro, anche senza averne bisogno, ma solo per prepotenza, o esibizionismo. Da un paio di mesi, una banda di giovanissimi ragazzi che presidia il centro città si sta lasciando alle spalle una scia di atti vandalici, furti e piccole rapine.

Gli interventi della Squadra Volante della polizia e delle pattuglie dei carabinieri si sono ripetuti nel tempo, anche più volte nello stesso luogo. I negozianti di Como li hanno ormai messi a fuoco, dopo un passaparola scaturito da una serie di episodi identici. Sono tutti minorenni, alcuni hanno meno di 13 anni, e sono più o meno noti. Per la maggior parte sono maschi, ma tra di loro ci sarebbe anche qualche ragazzina. Si incontrano in varie zone della città: al parco Negretti, in piazza Vittoria, o ai Portici Plinio, a volte ai giardini pubblici di Camerlata. Approfittando delle vacanze scolastiche, passano le loro giornate in branco. Stanno ore accampati, e poi decidono quale bravata mettere a segno. Hanno colpito in un paio di negozi del centro storico, uno di videogiochi e un altro di articoli sportivi, entrando in gruppo e riuscendo a sottrarre della merce secondo un piano prestabilito: il titolare cercava di tenerne a bada alcuni, mentre altri rubavano. Bottini di poco conto, ma episodi ripetuti. Lo stesso metodo è stato utilizzato in un supermercato in periferia, preso di mira più volte in pochi giorni: la sorveglianza cercava di controllarne alcuni, e gli altri avevano così via libera nel prendere la merce dagli scaffali, mangiare all’interno delle corsie abbandonando le cartacce, mettersi in tasca qualcosa. A una dipendente del McDonald dei Portici Plinio è sparito il cellulare, un ragazzino e stato accerchiato un paio di sabati fa e rapinato del marsupio, poi abbandonato. Un paio di settimane fa, un gruppetto di quattro o cinque di loro è riuscito a sottrarre le chiavi di casa di una coetanea, entrando poi nell’abitazione mentre i proprietari erano via per il fine settimana. Hanno distrutto la casa, danneggiato mobili e suppellettili, sfondato la tv e sporcato ogni stanza.

«Nell’assenza di proposte educative destinate a colmare il vuoto socio-culturale e a offrire strumenti e opportunità – ha detto il consigliere comunale ed ex assessore alle politiche sociali Bruno Magatti, commentando uno di questi episodi – l’immaginario di questi ragazzi si riempie di suggestioni che alimentano il bisogno innato di affermazione di sé». L’individuazione di tutti i componenti del gruppo è però vicina e la banda dovrebbe essere messa presto nelle condizioni di non nuocere più a nessuno.