Il funerale
Il funerale

Cermenate (Como), 20 maggio 2020 - Una bara bianca con sopra le sciarpe lilla e le maglie di Legnano, Atalanta, Monza e Cermenate. Le note della “Leva calcistica del 1968” di De Gregori. Un applauso lungo ed emozionante che rompe il silenzio di una giornata di grandissima commozione. Se ne va così Andrea Rinaldi, il 19 calciatore del Legnano, che proprio al centro sportivo “Giancarlo Vago” di via Montale aveva iniziato a dare i primi calci al pallone. «Ti avevo conosciuto proprio qua e si vedeva già da piccolo che avevi qualcosa in più degli altri. Eri uno sportivo sorridente, leale, e rispettoso verso gli altri», racconta affettuosamente il sindaco Luciano Pizzutto. Una cerimonia funebre molto particolare e toccante quella per Andrea, condizionata dalle direttive di contenimento del Covid-19 che hanno limitato l’accesso al campo sportivo a sole 400 persone, tutte distanziate, tutte in fila, tutte silenziose. I compagni di squadra del Legnano si sono presentati con la tuta di rappresentanza. Davanti a loro il presidente lilla Giovanni Munafò, visibilmente emozionato, che si è rivolto così ad Andrea: «Nella vita ci troviamo ad affrontare situazioni senza risposta. La tua scomparsa ci ha lasciato senza parole e inermi davanti a questa realtà. Con la maglia Lilla del Legnano hai regalato momenti unici e indelebili.

Avevi tutte le caratteristiche per poter tornare nei professionisti e sono sicuro che adesso da lassù sei col pallone e ci stai guardando. Dacci la forza di poter vincere ancora e di farlo per te. Resterai l’unico numero 8 per sempre dell’Ac Legnano».
Mamma Elisa e papà Mimmo sono distrutti e tocca alla sorella Giulia prendere la parola per ricordare Andrea: «Ciao amore mio, come va lassù? Non riesco a trovare un senso per quanto è successo. Ricorderò per sempre la tua bontà, la tua risata contagiosa. Sei stato un dono per tutti quelli che ti hanno conosciuto. Ti prometto che sarò forte e darò forza a mamma e papà ogni giorno e per sempre». Gli amici sono in lacrime, ma qualcuno trova la forza per ricordare il ragazzo conosciuto fin da piccolo: «Sei stata una persona eccezionale ed arrivavi subito, quando avevamo bisogno di te. Avevi qualcosa di speciale più degli altri perchè mettevi il cuore su ogni cosa. Sei stato per noi tutti un grande compagno di vita. Per tre esistevano tre cardini: famiglia, calcio ed amici. Tu eri quello che quando si usciva a bere al massimo ordinava una cedrata. Per noi ci sarai sempre e ti porteremo sempre nel cuore. È stato un vero onore starti a fianco. Resterà sempre questo vuoto impossibile da colmare, ma penseremo ai tuoi sorrisi, alla tua forza e alla tua grinta. Ti troveremo nel sorriso di chi ti ha voluto bene».

È il turno del migliore amico di Andrea: «Sono stati i 10 giorni più brutti della mia vita perché per me è come perdere un fratello. La verità è che vivrò proteggendo tua sorella Giulia con tutto me stesso. Saremo i migliori amici per sempre». La cerimonia termina: si alzano le note della canzone di de Gregori mentre la bara bianca viene posizionata dentro il carro funebre. Il corteo verso il cimitero, chiuso per pericolo di assembramenti, è solo quello dei familiari. Fuori però alcuni ultras del Legnano danno l’ultimo saluto al numero 8 lilla: «Uno di noi, Andrea uno di noi...».