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10 apr 2022

"Fenomeno sottostimato, in tanti non denunciano"

La fotografia dell’Inail in media 2.500 violenze ogni anno in corsia in tutta Italia

Polizia al Pronto soccorso dell’ospedale Manzoni di Lecco
Polizia al Pronto soccorso dell’ospedale Manzoni di Lecco
Polizia al Pronto soccorso dell’ospedale Manzoni di Lecco

Casi di aggressioni al personale sanitario in aumento, ma il numero potrebbe essere anche molto più elevato di quello rilevato dagli enti competenti. La fotografia più completa del fenomeno è quella che arriva dall’Inail che, in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti dei lavoratori sanitari e socio-sanitari (12 marzo) ha reso noto che tra il 2016 e il 2020 ci sono stati più di 12mila infortuni legati a violenze, aggressioni, minacce in tutta Italia. In media, si parla di 2.500 l’anno, di cui il 55% ai danni di infermieri ed il 25% verso Oss. Solo il 5% riguarda i medici, ma il dato è in difetto perché sono esclusi liberi professionisti come i medici di base, pediatri, medici di guardia, personale del 118. Secondo il sindacato Anaao, il 55% dei medici ospedalieri ha subito almeno un episodio, ma il 48% di coloro che hanno avuto un’aggressione verbale ritengono l’evento abituale, il 12% inevitabile. "I numeri sono sottostimati – commenta Tiziana Candusso, coordinatrice della Commissione pari opportunità dell’Ordine dei medici di Brescia – manca anche chi non denuncia, per tutta una serie di ragioni".

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