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Faloppio, presi i “bravi ragazzi” dei furti

Arrestati due ventunenni incensurati 

di PAOLA PIOPPI
Ultimo aggiornamento il 6 settembre 2018 alle 07:09
I carabinieri di Como

Faloppio (Como), 6 settembre 2018 - Furti in abitazione, in chiesa e nelle aziende, sui furgoni. Persino uno scippo finito sui giornali a febbraio, di cui si sono vantati mentre erano intercettati dai carabinieri. Al termine di un’indagine iniziata a novembre dello scorso anno e conclusa a maggio, sono finiti in carcere due ventunenni disoccupati e incensurati di Cantello.

L’ordinanza di custodia cautelare, chiesta dal sostituto procuratore di Como Simone Pizzotti ed emessa dal gip Laura De Gregorio, è stata eseguita ieri mattina dai carabinieri del Norm di Como e della stazione di Olgiate Comasco Le indagini erano iniziate poco meno di un anno fa, quando nella zona dell’Olgiatese si era verificato un picco di furti con caratteristiche comuni. In particolare, era stata notata un’auto sempre presente, una Y10, con cui i due avrebbero commesso le prime incursioni. In seguito a un incidente, tale auto era poi stata sostituita con una Fiat 500, anche in questo caso notata nelle zone dei furti.

Ai due viene contestato un furto in abitazione commesso a Colverde il 7 novembre, a cui si aggiunge il furto di un soffiatore asportato da un furgone di proprietà del Comune. Lo stesso giorno i due avrebbero commesso un altro furto in abitazione a Faloppio, impossessandosi di 500 euro e di alcuni oggetti in oro. Il 30 gennaio avevano scippato un’anziana donna a Valmorea, aggressione di cui si erano vantati nei giorni successivi, quando i carabinieri li stavano già monitorando con il sospetto che potessero essere gli autori dei furti. Il 28 marzo avrebbero rubato i pluviali da una ditta di Rodero, il 24 aprile dalla chiesa di Castelnuovo Bozzente. Infine i carabinieri contestano a Carulli la violazione di un provvedimento del questore di allontanamento dal Comune di Uggiate Trevano, dove invece è stato trovato. Al vaglio degli inquirenti ci sono altri colpi commessi con modalità simili nello stesso periodo, per capire se sono riconducibili a loro e se sono stati notati in zona. I militari invitano inoltre chi ha subito furti a sporgere denuncia, «fondamentale per poter portare avanti le indagini» e mettere in relazione diversi episodi.

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