La Guardia di Finanza ha condotto le indagini
La Guardia di Finanza ha condotto le indagini

Como, 5 novembre 2018 - Un'auto in uscita dal centro città, due tunisini alla guida e un carico di documentazione amministrativa di una società fallita quattro giorni prima. Così il controllo svolto da una pattuglia della Guardia di finanza, in servizio all’interno della città murata dieci giorni fa, è sfociato nell’apertura di un fascicolo di indagine con l’ipotesi di bancarotta documentale, e ora nel sequestro preventivo dei due locali che contengono l’ulteriore documentazione societaria. Al centro dell’inchiesta, c’è l’ex gestione di uno dei più noti locali pubblici del centro di Como, Pane e tulipani, notissimo «negozio di fiori con cucina» di via Lambertenghi.

Da aprile l’impresa è stata ceduta a una società milanese che risulta del tutto estranea a quanto sta accadendo, e sta portando avanti l’attività di ristorazione nel locale storico. Ma nel frattempo il ritrovamento di quella documentazione ha spinto il sostituto procuratore Pasquale Addesso a iscrivere sul registro degli indagati i due ex coniugi, precedenti gestori del locale: Dialma Colombo, amministratore unico della società, e Alberto Caremi, amministratore di fatto. Sono le due figure di riferimento della società dichiarata fallita dal Tribunale di Como il 18 ottobre scorso, quattro giorni prima che la pattuglia della finanza intercettasse l’auto con a bordo i due stranieri e una parte della documentazione.

Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, i due tunisini sarebbero stati incaricati da Caremi di prelevare e portare via quei documenti. L’ipotesi della Procura è che quella documentazione, sottoposta a sequestro probatorio, fosse destinata alla distruzione, o comunque a essere sottratta a eventuali indagini e accertamenti del Tribunale, conseguenti la dichiarazione di fallimento. Da qui la successiva decisione di mettere sotto sequestro preventivo i due locali rimasti nella disponibilità della Colombo e di Caremi, con il relativo contenuto documentale.

Due stanze che si trovano alle spalle del ristorante, in via Bonanomi, all’interno delle quali è conservata ulteriore documentazione: la Guardia di Finanza, il 31 ottobre ha messo i sigilli alle porte d’ingresso, notificando ai due amministratori della società il provvedimento d’urgenza basato sull’ipotesi di reiterazione della condotta di sottrazione dei documenti, e l’avviso di garanzia per bancarotta documentale, che si configura in relazione alla tenuta delle scritture contabili.

Il sequestro è in attesa di convalida da parte del gip di Como, che ha dieci giorni di tempo per decidere. Nel frattempo, locali e documentazione sono stati affidati al curatore fallimentare nominato dal Tribunale il 18 ottobre, Ilaria Arnaboldi, figura di riferimento per i creditori. L’indagine penale è alle sue battute iniziali. Quella massa di documenti amministrativi e fiscali, trovati in parte sull’auto e in parte nei locali, dovranno ora essere analizzati per ricostruire la gestione amministrativa della società fallita, e comprendere i motivi che l’hanno portata verso il dissesto.