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12 mag 2022

"Riella è pronto a costituirsi": il fuggitivo ha incontrato l’avvocato

Como, il legale gli ha parlato in un luogo segreto: tornerà in carcere, ma non in quello di prima

paola pioppi
Cronaca
13-04-2022 GRAVEDONA COMO MASSIMO RIELLA DETENUTO EVASO UN MESE FA
ANSA/FABRIZIO CUSA
Massimo Riella

Gravedona ed Uniti (Como) - Massimo Riella, evaso da oltre due mesi e ricercato in tutto l’alto lago, potrebbe essere intenzionato a costituirsi. Almeno stando alle dichiarazioni riportate dal suo avvocato, Roberta Minotti, che nei giorni scorsi è riuscita a incontrarlo nei boschi in cui il quarantottenne di Gravedona si nasconde dal giorno della sua fuga. Detenuto in custodia cautelare con l’accusa di rapina nei confronti di due pensionati, è fuggito il 12 marzo durante una visita alla madre seppellita nel cimitero della frazione di Brenzio.

" Nei giorni scorsi - ha detto il suo difensore - ho avuto un colloquio con Massimo Riella. Ci siamo visti in un posto isolato. Il mio incontro era finalizzato a convincerlo a costituirsi e penso di esserci riuscita, per accompagnarlo in una struttura carceraria diversa da quella da cui è evaso". Un’incompatibilità con il carcere Bassone di Como derivante dal fatto che in quella struttura lavorano gli agenti dai quali è scappato, e anche quello che ha sparato un mese fa, durante un brevissimo incontro nei boschi.

"Massimo Riella è stato ferito – ha proseguito il legale - mi ha mostrato la ferita": una cicatrice che ovviamente, quando sarà possibile, dovrà essere valutata da un medico legale per stabilire se effettivamente compatibile con una ferita d’arma da fuoco. L’avvocato ha inoltre raccontato che "Riella è molto provato da questa vita che sta conducendo e vorrebbe interrompere. Vivere da braccato non è quello che voleva fare. È spaventato e ha molta paura dopo che è stato colpito. Voleva delle rassicurazioni che io non gli potevo garantire, ma gli ho spiegato che cercherò di assisterlo per dimostrare la sua estraneità a questo brutto fatto che gli è stato contestato". Contestazioni che si basano su testimonianze e anche sulla presenza del suo Dna sulla scena della rapina. "Gli ho detto di essere disponibile a portarlo in un carcere da lui indicato – ha concluso l’avvocato -. Sono in attesa che mi venga comunicato giorno e ora e poi lo accompagnerò. Spero sia il più presto possibile, in modo che questa storia finisca, nell’interesse di tutti". Ora rimane solo da capire se Riella vorrà tener fede a quelle dichiarazioni, decidendo di mettere fine a due mesi di vita da fuggiasco.

 

 

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