Eupilio (Como), 3 aprile 2017 - Accovacciato, seppellito sotto un palmo di terra in una zona impervia, a lato della strada, alle pendici del monte Cornizzolo. Senza abiti, nè documenti, nè alcun segno che possa aiutare il suo riconoscimento. Morto da settimane. Il volto e le caratteristiche dell’uomo il cui cadavere è stato scoperto ieri mattina in un bosco di Eupilio, non corrispondono a nessuna denuncia di scomparsa presentata negli ultimi mesi nel Comasco e nelle province limitrofe. Di carnagione chiara, capelli brizzolati e stempiato, di età compresa tra i 50 e i 60 anni, corporatura robusta. In questa descrizione è racchiuso tutto ciò che si sa di lui.

A notarlo sono stati due ragazzi tredicenni impegnati come volontari di un’associazione locale nella pulizia dei boschi per la giornata del Verde Pulito. Si sono avventurati lungo la scarpata che scende in mezzo a un tornante, dove spesso si accumula spazzatura lanciata dalla strada e dove nessuno passa mai a piedi. Tra l’erba del terreno hanno visto emergere un ciuffo, di primo acchito si era pensato fossero peli di un animale di pelo, poi si è capito che era ben altro. Il resto del corpo era seppellito, e a far spuntare solo quei pochi centimetri di testa hanno forse contribuito le piogge delle ultime ore. In brevissimo tempo sono arrivati i carabinieri di Erba e della compagnia di Como che hanno isolato l’area, e iniziato lo scavo per il recupero. I militari del reparto investigativo, poco alla volta, hanno fatto riaffiorare quel corpo, in stato di decomposizione non eccessivamente avanzato, saponificato, ma non abbastanza da cancellare i tratti essenziali del volto. Chi possa essere, cosa gli sia accaduto e quando, è ancora tutto da capire.

Un primo esame esterno effettuato sul posto dal medico legale non ha evidenziato tatuaggi o segni caratteristici particolari. Impossibile dunque stabilirne l’identità: nonostante si tratti di una zona di transito di migranti verso Nord, quest’uomo non avrebbe alcuna caratteristica fisica e somatica che porta in questa direzione. Difficile stabilire anche la causa della morte: l’ipotesi più logica è quella dell’omicidio, ma al momento si indaga in ogni direzione. A fare chiarezza è chiamata l’autopsia, per la quale il sostituto di turno della Procura di Como, Simona De Salvo, affiderà l’incarico oggi. Dall’esame autoptico potrebbero emergere alcune informazioni fondamentali per le indagini. La prima riguarda le impronte digitali e il loro stato di deperimento, per capire se si possono utilizzare per l’identificazione del morto. Circa la causa della morte, il corpo era coperto di terra e poco “leggibile”: sono state notate alcune ferite sulla testa, ma non tali da essere qualificate come letali e non è escluso che siano successive al decesso. Anche sulla datazione della morte, dovrà essere svolto un lavoro non facile, viste le temperature altalenanti di queste ultime settimane.