La casa di riposo
La casa di riposo

Como, 29 giugno 2018 - I guanti li ho lasciati sul petto di Dolores, non in bocca. Non sapevano a chi dare la colpa e l’hanno data a me, ma io quell’atto non l’ho fatto e non voglio prendermela, perché prendere la colpa e non averla è la cosa più brutta che possa capitare». Davanti alla Corte d’Assise di Como, Antonietta Pellegrini, la donna di 79 anni accusata dell’omicidio dei Dolores De Bernardi, avvenuto all’interno della casa di cura Don Guanella il 24 settembre scorso, per quasi due ore ha risposto alle domande del pubblico ministero Simona De Salvo e dei suoi avvocati, Fabrizio Lepore e Michele Monti, e si è difesa. 

Ha ripteuto tante volte la stessa frase, «non voglio prendermi la colpa», ha negato di aver infilato in bocca alla vittima quel paio di guanti di lattice che l’aveva soffocata, e anche di aver calunniato la compagna di stanza dell’anziana donna, nascondendole nel comodino e sotto il cuscino guanti simili, come avevano rivelato le immagini delle telecamere installate dalla Squadra Mobile della Questura. «I guanti me li chiedeva lei – ha detto – io le facevo una cortesia e glieli portavo, perché ho sempre fatto piaceri a tutti. Mi diceva dove metterli, e io lo facevo, solo per essere gentile. Non avrei dovuto farlo». La vittima era una degente di 91 anni, ospite del Don Guanella nella stessa sezione in cui alloggiava il marito dell’imputata, recentemente deceduto. In condizioni di salute molto critiche, priva di autosufficienza e affetta da una degenerazione senile che la portava a lamentarsi spesso, era stata trovata una domenica pomeriggio priva di vita nel suo letto, soffocata da due guanti abitualmente utilizzati dal personale sanitario. 

La pellegrini, che si trova agli arresti domiciliari, ha negato qualunque contestazione del pubblico ministero, persino di aver pronunciato le frasi registrate durante le intercettazioni ambientali, in cui chiedeva perdono per il gesto commesso mentre pregava nella sua stanza: «Mi riferivo ai miei dispiaceri – ha detto – non ho mai fatto dispetti a nessuno. Ho chiesto la grazia per aver risposto male a una persona». Ma poi quando le è stata contestata una ulteriore intercettazione, «L’ho fatto per non sentirla più», ha negato di aver mai pronunciato quella frase. Ieri è stato ascoltato il medico legale Giovanni Scola, che ha parlato di morte per asfissia, causata da un «involucro strutturato e ben avvolto, posizionato senza violenza e senza resistenza da parte della vittim