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10 feb 2022

Como, truffa fondi Covid: tre arresti. In barca con i soldi dello Stato

I furbetti in manette gonfiavano i bilanci di società create ad hoc con documenti falsi

paola pioppi
Cronaca
Controlli della Guardia di finanza: stop ai furbetti dei bilanci falsi e finanziamenti indebiti
Controlli della Guardia di finanza: stop ai furbetti dei bilanci falsi e finanziamenti ind

Finanziamenti Covid ottenuti dallo Stato esibendo documenti falsi, gonfiando i bilanci di società appositamente create e truffando le aziende da cui acquistavano mascherine e altri presidi di sicurezza. Per poi godersi i frutti anche in Gallura, su un fuoribordo da 15 metri del valore di oltre 300mila euro, ormeggiato al porto di Olbia, finiti sotto sequestro assieme ad altre due imbarcazioni. Sono le accuse che ieri hanno portato in carcere otto persone, tra cui tre comaschi, e due ai domiciliari, sulla scorta di quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di finanza di Asti. Una frode quantificata in una ventina di milioni di euro, per la quale sono stati sequestrati conti correnti e beni mobili, come appunto le barche. Nel Comasco la misura cautelare ha raggiunto Filippo Buccheri, 69 anni di Inverigo, Alfio Mazzoni, 65 anni di Olgiate Comasco e Antonio Corona, 44 anni di Asso.
Gli indagati sono in tutto 14, tra cui un lecchese, Michele Migliore, 71 anni finito agli arresti domiciliari. Il gip di Asti ha inoltre rigettato la richiesta di obbligo di firma per altri tre comaschi, che rimangono indagati a piede libero: Marco De Luca, 50 anni e Aurelio Giuseppe Camporini, 49 anni, entrambi di Olgiate Comasco, Antonello Liga, 48 anni di Merone. Secondo le attuali ipotesi, le società utilizzate erano rese affidabili attraverso bilanci artefatti, o presentando documenti falsi o rubati. In alcuni casi venivano riciclati i bilanci redatti dalla precedente proprietà delle società acquisite, in un momento in cui erano attive, ma con dati economico-finanziari falsi, poiché riferiti ad un periodo di sostanziale inattività. Agli indagati viene contestata l’indebita percezione di finanziamenti bancari per 375mila euro, attinti dal Fondo Garanzia Covid 19, con il raggiro sia di fornitori ai quali è stata ordinata merce poi non pagata per un valore complessivo di quasi 20 milioni di euro, sia di istituti di credito e finanziarie per finanziamenti ordinari per un importo di quasi 2 milioni.
 

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