Como, 16 maggio 2018 - Hanno aggredito l’agente di polizia locale intervenuto a difesa del responsabile del negozio, che stava subendo l’attacco di un gruppo di giovani assiepati sotto i portici di via Plinio. Un gruppo fuggito all’arrivo della pattuglia dei carabinieri, del quale sono ora a processo in due per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, accusati di aver preso parte a quell’episodio:Mattia Rossini, 23 anni di Tavernerio, difeso dall’avvocato Fabrizio Natalizi, e Klaivert Kaziu, 21 anni di Como, difeso dall’avvocato Davide Carughi. Insieme a loro, i carabinieri avevano identificato anche una ragazza minorenne, la cui posizione è stata invitata alla Procura dei Minori di Milano, mentre gli altri presenti si erano allontanati.

I fatti risalgono al 4 settembre 2014, quando l’agente libero dal servizio, si era fermato davanti al McDonald, dove era in corso una sorta di parapiglia, con i ragazzi che inveivano contro il responsabile dei fast food, si abbassavano i pantaloni, gridavano minacce di morte e insultavano i clienti, anche alla presenza di parecchi bambini. La pattuglia dei carabinieri era già stata chiamata, me nel frattempo l’agente era intervenuto, qualificandosi, e chiedendo i documenti a chi era stato visto partecipare a quelle condotte. Ma alcuni di loro gli si erano scagliati contro, colpendolo con calci e pugni e con una catena a cui era agganciato un mazzo di chiavi. Medicato al pronto soccorso, era stato dimesso con sette giorni di prognosi, mentre venivano identificati alcuni giovani che si ritiene abbiano preso parte a quell’aggressione. I due ieri sono finiti a processo davanti al giudice monocratico di Como.

«Erano in sei - ha testimoniato ieri mattina l’agente di polizia locale, che si è costituito parte civile – avevano anche catene. Li ho visti sputare il cibo sui vassoi, e quando hanno capito che erano stati chiamati i carabinieri hanno cercato di scappare. Mi sono qualificato come agente di polizia, e a quel punto sono stato aggredito». Ieri sono stati sentiti a processo anche un amico che accompagnava l’agente di polizia locale, e che ha assistito alla scena, e un carabiniere del Radiomobile di Como intervenuto quel giorno.