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9 apr 2022

Commercialista finisce nei guai per un giro di auto

Como, è indagato anche per emissione di fatture false

9 apr 2022
paola pioppi
Cronaca
L’indagine che ha portato ora il magistrato all’emissione dell’avviso di conclusione dell’inchiesta è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Como
L’indagine che ha portato ora il magistrato all’emissione dell’avviso di conclusione dell’inchiesta è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Como
L’indagine che ha portato ora il magistrato all’emissione dell’avviso di conclusione dell’inchiesta è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Como
L’indagine che ha portato ora il magistrato all’emissione dell’avviso di conclusione dell’inchiesta è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Como
L’indagine che ha portato ora il magistrato all’emissione dell’avviso di conclusione dell’inchiesta è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Como
L’indagine che ha portato ora il magistrato all’emissione dell’avviso di conclusione dell’inchiesta è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Como

di Paola Pioppi

Un giro di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele e omessa dichiarazione nella vendita di auto, anche di grossa cilindrata, importate dall’estero, la cui base operativa era a Porlezza: il sostituto procuratore di Como, Simona De Salvo, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a Marco Santinoli, 58 anni commercialista di Basiglio, nel Milanese, unico indagato rimasto escluso dal primo filone di indagini, per il quale era stata emessa ordinanza di custodia cautelare due anni fa.

A gennaio, a suo carico, era stato eseguito un sequestro preventivo di denaro, beni mobili e immobili per un valore di circa tre milioni di euro. La vicenda di Santinoli si lega alla scoperta, da parte della Guardia di finanza, di un sistema che gestiva vendita di auto, anche di grossa cilindrata, importate dall’estero, la cui base operativa era a Porlezza.

Proponendo prezzi concorrenziali, tali da essere diventati i venditori più convenienti e attraenti della zona.

Nella prima fase erano stati coinvolti Ivan Tenca e la compagna Eryca Selva di Grandola, Claudio Contrino di Vigevano e Alfio Biacchi, di Menaggio, ma secondo la Procura mancava un aspetto fondamentale: come era stato creato quel sistema fraudolento, e chi aveva la competenza professionale per gestirlo, che non poteva essere riconosciuta a nessuno degli indagati iniziali. Arrivando quindi a individuare Santinoli, che si ritiene possa essere l’ideatore di un sistema non semplicissimo di frode.

La normativa comunitaria prevede, infatti, che l’imposta del 22 per cento debba essere versata all’Erario italiano prima della richiesta di immatricolazione.

Obbligo che decade nel caso di veicoli usati acquistati all’estero direttamente da privati: secondo le accuse, le vendite figuravano come effettuate direttamente dalla società estera al privato italiano.

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