Como, 11 maggio 2018 - Mai come in questo caso il silenzio è d’oro, nel senso che verrebbe pagato a carissimo prezzo dagli esercenti e soprattutto dai dipendenti dei bar e dei ristoranti di piazza De Gasperi che rischiano di perdere il loro posto di lavoro perché un residente della piazzetta è infastidito dal vociare dei clienti. Una situazione a dir poco paradossale che rischia di pesare come un de profundis sulle ambizioni di Como-città turistica. «Siamo già stati penalizzati – spiega Carmine Giuliani del Bar Giuliani – nei primi tempi in piazzetta si chiudeva alle 2 del mattino, poi l’orario è stato spostato a mezzanotte durante il fine settimana e adesso vogliono imporci di mandare via i clienti alle 22. Questo ultimo provvedimento del Comune è del tutto inspiegabile, la prossima settimana (il 16 maggio ndr.) è atteso il verdetto del Tribunale e anticipare qualsiasi tipo di decisione in questa fase è pregiudizievole. Siamo stati più che ragionevoli con questo signore, ma probabilmente lui vorrebbe avere la piazza tutta per sé. Non è in discussione solo il futuro dei nostri locali e il lavoro dei nostri dipendenti, ma il concetto stesso di accoglienza turistica a Como».

Attualmente nei bar e nei ristoranti che insistono sulla piazza lavorano 68 persone, ma 48 di loro potrebbero perdere il loro posto di lavoro se Palazzo Cernezzi dovesse confermare la volontà di far abbassare le saracinesche alle 22. «Siamo aperti tutto l’anno, ma il grosso dei nostri incassi è da maggio a settembre – sottolinea Gordon Monti, dello Yoko Sushi – in attesa di sapere cosa vuol fare il Comune siamo stati costretti a bloccare i contratti di assunzione di alcuni dipendenti ai quali avevamo promesso un lavoro per la prossima stagione. A Como farebbero bene ad andare a vedere come funziona il turismo nel resto del mondo. Tra l’altro i rilievi fonometrici effettuati in piazza De Gasperi dimostrano che c’è un forte rumore di fondo e quindi anche chiudendo tutti i locali il problema non verrebbe meno. Sempre che il Comune non decida di chiudere la via con un cancello al calar del sole proibendo anche l’ingresso a piedi».

Ancor più paradossale che mentre si chiede ai bar di chiudere alle 22 la funicolare di Brunate proprio nel periodo estivo prolunga le sue corse fino alle 24. «Ho rilevato la mia attività un paio di anni fa quando hanno aperto la piazza e se riducono ulteriormente gli orari perderò oltre il 50% del mio fatturato, come tutti gli altri locali qui vicino – spiega Marco Franzolin dell’Ox Pub – Il Comune deve rendersi conto che offriamo un servizio ai turisti che arrivano in città almeno sabato e domenica chiediamo di poter lavorare fino a mezzanotte. Non stiamo parlando di musica, ma di persone che chiacchierano e per come è fatta la convalle è capitato di sentire qui la musica che diffondono dall’altra parte del lago. A questo punto tante vale mettere il silenziatore a tutta la città».