Crac casinò di Campione, Comune avvia procedura per 86 esuberi

Ora la situazione diventa particolarmente difficile

I lavoratori manifestano di fronte all'arco, simbolo del paese

I lavoratori manifestano di fronte all'arco, simbolo del paese

Campione d'Italia (Como), 9 agosto 2018 -  Non sono state trovate al momento alternetive: il Comune di Campione d'Italia procederà a deliberare "le eccedenze del personale in numero di 86 unità" su 102 dipendenti. Lo ha scritto il segretario comunale Lucia Amato in una lettera inviata al Dipartimento della funzione pubblica a Roma e alle organizzazioni sindacali. La comunicazione è una conseguenza della proclamazione - il 7 giugno scorso - dello stato di dissesto del Comune, provocato a sua volta dalla crisi finanziaria del Casinò, dichiarato poi fallito due settimane fa.

La normativa prevede che i comuni in stato di dissesto abbiano soltanto un dipendente ogni 150 abitanti, senza eccezioni: la quota di dipendenti comunali che spetta a Campione d'Italia è quindi di 16 dipendenti, contro un organico di 102. L'enclave italiana in territorio svizzero rappresenta infatti un unicum, con competenze ampliate rispetto ai normali Comuni, dovute soprattutto alla proprietà del Casinò.

Ora la situazione diventa particolarmente difficile: il Casinò è chiuso (con 500 dipendenti senza lavoro) e al momento non ci sono gli estremi legali per poter riaprire, nemmeno con la formula dell'esercizio provvisorio. Il Comune è al collasso finanziario, dovuto ai mancati versamenti delle quote da parte del Casinò, e i dipendenti sono senza stipendio da febbraio. Da più parti, in questi giorni, si sono moltiplicate le richieste di un intervento del governo per poter sbloccare giuridicamente la situazione e poter, almeno, riaprire l'attività della casa da gioco.