La posa di un ecocontatore
La posa di un ecocontatore
Canzo, 2 marzo 2018 - Diciannove occhi nascosti tra le fronde, i sassi o i tronchi dei nostri boschi, occhi che osservano quanto avviene intorno. Sono gli “ecocontatori”, centraline a sensore piroelettrico o a lastra acustica, collocati da Ersaf a partire dal 2009 in nove foreste regionali. Servono a registrare il numero dei visitatori, per quantificare la fruizione dei boschi e orientare eventuali interventi di sistemazione e miglioramento delle strutture esistenti, a partire dai sentieri. Ce ne sono cinque ai Corni di Canzo, e due in Valsolda, quattro nella Foresta Gardesana occidentale a Brescia, tre in Val Masino, uno in Val Lesina e uno in Val Gerola nel Sondriese, uno ad Azzaredo-Casù a Bergamo, uno a Foppabona tra Lecco e Bergamo uno in Valle del Freddo nella Bergamasca. Ne erano stati collocati anche altri, ma la permanenza all’aperto e alle volte i vandalismi ne hanno lasciati 19 funzionanti. La Foresta Corni di Canzo conta il valore massimo di 68mila e 418 passaggi all’anno a Primalpe dove, nell’estate 2017, sono transitati anche gli escursionisti del CamminaForeste, trekking che Ersaf ha organizzato dall’11 giugno al 22 luglio, attraverso il territorio regionale. Per la prima volta, nel 2017, un ecocontatore è stato posizionato in Valgerola, all’Alpe Culino: qui si nota che nei giorni festivi la media degli escursionisti quasi triplica, così come avviene per la riserva naturale Malascarpa ai Corni di Canzo. In Val Masino si registra il dato più elevato tra tutte le foreste, con una media di 955 passaggi giornalieri nella centralina della località Gatto Rosso in Val di Mello, media che sale a 1642 passaggi nei giorni festivi. Ersaf gestisce 20 foreste e 6 Riserve Naturali, con il duplice obiettivo di preservare e valorizzare il patrimonio forestale e promuoverne la fruizione turistica.