Roberto Salmoiraghi, sindaco di Campione d'Italia
Roberto Salmoiraghi, sindaco di Campione d'Italia

Campione d'Italia, 15 giugno 2018 - Nel mirino dell’indagine della Procura di Como, finiscono anche le cene al ristorante di un hotel a cinque stelle di Lugano. Conti per un ammontare di 2445 franchi, liquidati dalla società di gestione del Casinò di Campione tra il 29 giugno e lo scorso gennaio. L’ipotesi di bancarotta per distrazione su cui la Procura di Como sta svolgendo accertamenti, riguarda esattamente questa cifra, la cui gestione viene attribuita all’amministratore unico della casa da gioco, Marco Ambrosini, in concorso morale e materiale con il sindaco dell’enclave, Roberto Salmoiraghi, il cui Comune è socio unico della società del Casinò. Sarebbe infatti stato quest’ultimo a beneficiare dei rimborsi spese autorizzati dall’amministratore, distraendo così tale patrimonio dalle risorse societarie.

La location riportata sui giustificativi è indiscutibilmente prestigiosa: sala ristorante affacciata sul lago, menu di alta cucina da 100 franchi a persona vini esclusi. Gli inquirenti del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di finanza di Como, coordinati dal procuratore capo Nicola Piacente e dal sostituto Pasquale Addesso, sono al lavoro da tre giorni, e proseguiranno fino almeno alla prossima settimana.

Le ipotesi di reato formulate in questa fase delle indagini, sono di peculato nei confronti del presidente e di quattro membri del precedente Cda della casa da gioco, per un ammontare di 23 milioni di franchi. Sono inoltre di bancarotta preferenziale a carico di Ambrosini, Salmoiraghi e due funzionari della Banca Popolare di Sondrio, relativamente al mutuo erogato per il progetto di casinò privè, mai portato avanti, di Villa Mimosa. Oltre a una serie di annotazioni già depositate dalla Guardia di finanza, i «gravi indizi» che hanno reso necessarie le perquisizioni in corso ora, sarebbero contenuti anche nell’esposto presentato lo scorso aprile dal responsabile Prevenzione della corruzione e Trasparenza del Casinò, nelle dichiarazioni rese a marzo dal consulente per il controllo di gestione della società, e in alcune relazioni relative a dati contabili. I contenuti di tali documenti, per ora, non sono noti, ma hanno motivato la necessità di acquisire documentazione integrativa relativamente alle tre ipotesi di reato su cui si sta lavorando.