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15 feb 2022

Como, calci e bastonate alla moglie: 50enne arrestato

L'uomo dovrà scontare una condanna a 4 anni e 6 mesi per le violenze alla consorte

pa.pi.
Cronaca
07-07-2021 COMO TRIBUNALE PALAZZO DI GIUSTIZIA
ANSA/FABRIZIO CUSA
tribunale di Como

Como, 16 febbraio 2022 - In carcere, per la prima volta, era finito a febbraio 2019, accusato di gravissimi maltrattamenti alla moglie, che avvenivano anche in presenza dei bambini. Così spaventati, che si rifugiavano sotto al letto quando lo vedevano impugnare un bastone e scagliarsi contro la madre. Ora l’uomo, un cinquantenne di origine pakistana, è tornato nuovamente in cella, per scontare la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione a cui era andato incontro, diventata definitiva, al netto dei quattro mesi già scontati in custodia cautelare. La stessa pena decisa due anni fa in primo grado da Tribunale di Como, e confermata dalla Corte d’Appello, a cui i legali dell’imputato avevano chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Como, avevano ricostruito anni di maltrattamenti e di botte subiti dalla moglie, che ad aprile 2017 aveva anche riportato la frattura del naso e un trauma alla testa, con trenta giorni di malattia certificati dai medici. Ma quando era stata chiamata a testimoniare, durante il processo, aveva detto di essere caduta da sola dopo una lite con la cognata. Affermazioni a cui il giudice non aveva creduto, ritenendo invece reale la ricostruzione della polizia: insulti, calci alla moglie indossando scarpe antinfortunistiche, tentativi di strangolamento, controllo dei suoi spostamenti. Una vita familiare che si svolgeva in un clima di prevaricazione psicologica, in cui le veniva impedito di denunciare quanto avveniva in casa, e che l’aveva spinta a rimangiarsi tutto ciò che aveva raccontato agli investigatori.


All’epoca era stato disposto il trasferimento della donna, assieme ai tre bambini, in una comunità protetta, dalla quale tuttavia si era voluta allontanare dopo pochi giorni, spinta dai sensi di colpa per la denuncia. I bimbi erano invece rimasti in comunità, per impedire che assistessero ancora a quelle scene di violenza domestica, e riuniti nuovamente alla madre dopo alcuni mesi, con l’autorizzazione di incontrare il padre alla presenza degli assistenti sociali. La bimba più grande, che aveva 7 anni, era stata ascoltata in audizione protetta, e aveva raccontato i tanti pestaggi a cui aveva assistito, durante i quali il padre colpiva con un bastone la mamma, fino a farla sanguinare.

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