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30 apr 2022

Erba, buco del Piombo tutto da ammirare dopo ben due lustri di chiusura

La grotta era sbarrata a causa della caduta di alcuni massi, domani il via libera dopo i lavori

roberto canali
Cronaca
Gli interventi, costati oltre 130mila euro, sono stati compiuti sulla grotta con la supervisione del Comune di Erba e della Riserva Valle Bova
La grotta

Dopo dieci anni potrebbe essere finalmente la volta buona per la riapertura de Buco del Piombo, la spettacolare grotta che domani la città di Erba chiusa, ormai quasi due lustri, a causa della caduta di alcuni massi precipitati sulla scala d’ingresso. I lavori di messa in sicurezza sono infatti finalmente conclusi e gli operai hanno provveduto al disgaggio delle porzioni di parete pericolanti e posizionato alcune reti protettive.

Gli interventi, costati oltre 130mila euro, sono stati compiuti con la supervisione del Comune di Erba e della Riserva Valle Bova sotto la cui competenza ricade l’antica grotta, un vero e proprio museo a cielo aperto per tutti gli appassionati di speleologia. Originata dall’azione della pioggia, nel corso di milioni di anni, sulla roccia sedimentaria chiamata Maiolica che altro non è se non il fondo di un antico oceano dell’era Mesozoica, emerso 140 milioni di anni fa, la grotta è il punto d’ingresso di una intricato sistema di gallerie che si sviluppano sotto l’Alpe del Viceré.

Un labirinto di cunicoli e passaggi, molti dei quali difficilmente accessibili e non ancora esplorati, di cui finora speleologi e geologi sono riusciti a svelare una porzione lunga poco più 5 chilometri. L’ingresso del Buco del Piombo è la porta spettacolare di questo intricato antro dantesco, una enorme bocca che si apre sul fianco della montagna larga 38 e alta 45 metri, occupata per buona parte da una coltre di detriti residui di un antico riempimento e dai ruderi di antiche strutture costruite dall’uomo in epoche storiche. L’interno della grotta è un ambiente molto particolare; le acque che scolano sulle pareti e sulla volta contengono in soluzione sali minerali calcarei che si depositano dando origine a stalattiti, stalagmiti. Entomologi e naturalisti sono scesi più volte al suo interno individuando una microfauna particolare, costituita da piccoli invertebrati che si sono perfettamente adattati per sopravvivere al freddo e al buio. Il Buco del Piombo è noto soprattutto per essere uno dei siti paleolitici più famosi della Lombardia: qui è stato rinvenuto il cosiddetto "Banco degli orsi", un notevole accumulo di ossa di Ursus spelaeus, vissuto all’epoca delle glaciazioni e successivamente estinto, oltre a manufatti dell’uomo preistorico riferibili al Paleolitico Medio e Superiore. 

 

 

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