Bene Lario (Como), 8 marzo 2018 - Lesioni derivanti dal trauma della caduta. Nicolas Nardiello, venticinquenne di Porlezza, è morto per i traumi riportati nella caduta avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì in via Maggiore, a ridosso di una proprietà privata. Il suo corpo senza vita era stato trovato venerdì mezzogiorno dai proprietari del terreno in cui era precipitato il giovane, dopo aver scavalcato la recinzione che avrebbe dovuto proteggere i passanti dalle cadute, facendo un volo di circa cinque metri. Cosa lo abbia spinto ad arrivare fin lì, e ad arrampicarsi sulla protezione scavalcandola e cadendo nel vuoto, per il momento non è stato possibile accertarlo. 

Su disposzione del sostituto procuratore di Como Antonio Nalesso, sono stati disposti ulteriori accertamenti clinici, anche di natura tossicologica, per arrivare ad avere un quadro più chiaro delle condizioni in cui si trovava il giovane al momento dell’incidente. Nardiello aveva lasciato la sua auto a Porlezza, ed era arrivato a Bene Lario con alcuni amici. I carabinieri della Compagnia e del Radiomobile di Menaggio, hanno individuato e raccolto le testimonianze di tutti quelli che avevano visto il venticinquenne quella sera, o passato del tempo con lui. Ad un cento punto, il gruppo di amici con cui stava passando la serata pare che lo abbia perso di vista, senza più capire dove fosse finito. Nardiello si era evidentemente allontanato a piedi, per motivi incomprensibili, arrivando fino a via Maggiore, dove si è sporto dal parapetto, cadendo.

È rimasto a terra in quella striscia di terreno di un’abitazione privata per ore, fino a essere trovato il mezzogiorno successivo dai proprietari, che hanno immediatamente avvisato i carabinieri. Nardiello era già morto da ore, e la priorità degli inquirenti, era stata capire se si fosse trattato di un incidente, o se altre persone erano coinvolte in quella caduta. 

Una possibilità accantonata dopo le prime ore di accertamenti, lasciando spazio solo all’infortunio. Le indagini non sono concluse, in attesa dei riscontri ulteriori e dell’autopsia che dovrebbero arrivare a dare maggiore chiarezza sulle circostanze in cui è avvenuta la morte di Nardiello, a fronte di cause che sono ormai state chiarite dall’autopsia. Nel frattempo, sul luogo dell’incidente, sono stati messi mazzi di fiori: il ragazzo, residente a Porlezza, frequentava spesso Bene Lario, dove aveva da tempo un giro di amicizie. Gli stessi coetanei rintracciati dai carabinieri e sentiti per ricostruire gli spostamenti e i comportamenti di Nardiello prima di raggiungere il parapetto da cui è caduto. Ma nessuno era presente in quel momento, così come nessuno pare lo avesse notato andare via da solo.