Il battello spazzino sul Lario
Il battello spazzino sul Lario

Como, 9 novembre 2018 - Non è l'altezza del Lario, che pure è aumentata di un paio di centimetri nelle ultime 24 ore e si è attestata a una ventina dalla quota di esondazione, a preoccupare quanto la lenta e inesorabile discesa di centinaia di metri cubi di detriti che giorno dopo giorno si accumulano nel primo bacino del lago. Ha un bel da fare l’unico battello spazzino in funzione, quello di proprietà del Comune, nelle ultime 48 ore l’unico al lavoro dopo che l’altro, di proprietà della Provincia e affidato all’Autorità di Bacino, si è guastato ed è in attesa di riparazione. Non è la prima volta che succede, ma questa volta la situazione è più delicata anche a causa dell’allerta meteo che dovrebbe proseguire almeno fino alla fine della settimana. Si chiama fuori l’Autorità di Bacino, al lavoro dal primo novembre quando nel giro di un paio di giorni il livello del lago era salito di oltre 40 centimetri e l’Adda, insieme a una mole incredibile di acqua, aveva trascinato nel lago anche centinaia di tonnellate di detriti e interi alberi. Allora l’allarme era scattato di fronte alla riva di Gera Lario, ma si sapeva che nel giro di qualche giorno i detriti si sarebbero spostati fino a raggiungere il primo bacino.

Non poteva fare di più il Comune di Como che utilizzando il battello spazzino in questi giorni ha garantito ai battelli di attraccare in piazza Cavour. Per risolvere il problema si è mobilitato anche il neopresidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca, che punta a raddoppiare la flotta di battelli spazzini oggi di proprietà dell’ente portandoli da due a quattro. In questo modo si garantirebbero la pulizia del Lario e dei laghi minori, che però tanto piccoli non sono, come quello di Pusiano dove in questi giorni l’unico mezzo funzionante di Villa Saporiti è al lavoro per rimuovere i detriti che altrimenti rischierebbero di finire dal lago nel Lambro. Non è solo l’acqua a preoccupare, in Tremezzina si attende la fine della maltempo per poter verificare la situazione delle vallette in quota. L’altro giorno il sindaco Mauro Guerra, che già la scorsa settimana aveva dovuto firmare l’ordinanza di sgombero per una quindicina di persone a causa del pericolo frane, ha dovuto estendere il provvedimento anche alla Abbazia dell’Acquafredda che attualmente ospita una comunità che presta assistenza a una quarantina di migranti. Una trentina di loro è stata trasferita a Como e altri cinque sono alloggiati in un appartamento messo a disposizione dal Comune. Si dovrà attendere la prossima settimana per stabilire se potranno rientrare a Lenno.