Baby gang
Baby gang

Como, 6 ottobre 2018 - Da solo ha minacciato tre coetanei, riuscendo a farsi consegnare i soldi che avevano in tasca. Un bottino di venti euro, per l’ennesima incursione che sembra essere riconducibile, per l’ennesima volta, al gruppo di minorenni che da qualche mese sta compiendo atti di teppismo in centro a Como. L’aggressione è avvenuta giovedì nel primo pomeriggio, ai portici Plinio, tra piazza Duomo e piazza Cavour. Il rapinatore, stando alle descrizioni, aveva circa 14 anni, e si è imposto su tre ragazzini all’incirca coetanei. Loro hanno riferito di non aver visto armi, ma solo un atteggiamento particolarmente aggressivo, che lo ha convinti a consegnargli i soldi che avevano con loro, in tutto una ventina di euro. L’episodio è stato segnalato ai carabinieri, che stanno cercando di individuare il giovane rapinatore.

Tuttavia dalle descrizioni, ma anche dalle modalità e in considerazione del luogo in cui è avvenuto l’episodio, potrebbe trattarsi di uno dei ragazzini della solita banda. Ragazzi che compiono furti nei negozi o di biciclette, rapinette a coetanei. Azioni che sembrano finalizzate più a dimostrazioni di forza che non al bottino. Mercoledì sera la polizia ha notato cinque di loro in bicicletta in via Teodolinda. Non hanno saputo giustificare il possesso di quelle bici, una delle quali aveva la catena antifurto tranciata. Sono state sequestrate, loro denunciati per ricettazione. Ma gli episodi che li vedono protagonisti si moltiplicano, solo apparentemente diminuiti con la ripresa delle scuole. Incursioni in gruppo nei negozi, dove ognuno rubacchia qualcosa. Oppure furti di oggetti a coetanei, che per le modalità diventano rapine: per

esempio quando in due o tre accerchiano un altro ragazzo per farsi dare il marsupio, magari poi gettandolo via. In tutti i casi si tratterebbe di minorenni riconducibili al gruppo formato da una quindicina di ragazzi, in buona parte maschi, che si è riunito durante l’estate, e che si ritrova in centro città. Le zone più frequentate sono il Parco Negretti, piazza Vittoria, i portici Plinio. Le pattuglie di polizia e carabinieri sono intervenute più volte per episodi simili, perché i commercianti ormai li conoscono, e al minimo fastidio chiamano il 112. Loro sono probabilmente convinti di poter rimanere impuniti, vista la giovane età, senza sapere che la legge prevede anche di poter procedere nei loro confronti.