Villa Guardia (Como), 21 luglio 2018 - Esattamente sei anni dopo la sua scomparsa, gli investigatori della Squadra Mobile di Como hanno trovato il corpo di Antonio Deiana, trentaseienne di Villa Guardia, sulla cui fine era stata fatta ogni genere di ipotesi, senza mai riuscire a dare un seguito ai sospetti man mano presi in considerazione. Era seppellito nel seminterrato di una palazzina di via Della Pila a Cinisello Balsamo: le sue ossa sono riaffiorate nelle ultime ore, dopo essere arrivati a individuare il luogo dell’occultamento, ma anche il presunto autore dell’omicidio. È finito in carcere a Monza, sottoposto a fermo, Luca Sanfilippo, 47 anni, residente nella stessa palazzina dove il 20 luglio del 2012 avrebbe accoltellato Deiana, per poi scavare una fossa in quello stesso seminterrato che lo ha tenuto nascosto finora. Alla presenza del suo avvocato, Sergio Trentanni, avrebbe fatto alcune ammissioni al pubblico ministero, dopo aver fornito l’indicazione del punto esatto in cui scavare. Da giovedì sono al lavoro gli specialisti del Labanof, il Laboratorio di antropologia forense dell’Università degli Studi di Milano, per recuperare i resti e ricavare da quel sepolcro improvvisato, ma rimasto sicuro fino a oggi, qualunque informazione che possa aiutare a ricostruire nei dettagli la fine di Antonio Deiana.

Quel gioreno era uscito da casa all’ora di pranzo, dicendo che avrebbe avuto un incontro in serata, ma da quel momento era sparito. Esattamente come era successo al fratello Salvatore tre anni prima, ucciso a 40 anni l’8 marzo 2009. Il suo corpo, seppellito in un bosco di Oltrona San Mamette era stato ritrovato soltanto a giugno 2015. Un delitto per il quale sono già stati identificati e condannati i due responsabili. In quel caso, a indicare il luogo della sua sepoltura era stato un pentito, esattamente come ora per Antonio, facendo scoprire un delitto di cui non si sapeva nulla, e che non risulta avere alcun legame con quello di Salvatore. Secondo quanto ricostruito finora, quel giorno la vittima si sarebbe incontrata con Sanfilippo, che gli aveva messo a disposizione un locale per un incontro: qualcuno a cui Deiana avrebbe dovuto consegnare della cocaina. Ma quell’incontro non si sarebbe mai svolto: i due avrebbero avuto un diverbio, e Sanfilippo aggredì Deiana, accoltellandolo a morte. Lo aveva quindi seppellito nell’interrato della palazzina, in cui vivono anche altre famiglie, scavando una fossa profonda mezzo metro. Solo successivamente era stata fatta una gettata di cemento, che aveva reso ancora più sicuro quel nascondiglio. Dopo l’omicidio, Sanfilippo aveva chiamato un amico chiedendogli di dargli una mano per il seppellimento: lo stesso che qualche settimana fa, non riuscendo più a tenere per sé questo peso, lo ha confidato a un poliziotto del Commissariato di Greco-Turro, a Milano. Ora risulta indagato per occultamento di cadavere, ma grazie a lui la scomparsa di Antonio Deiana sta cominciando ad avere delle spiegazioni. Per affermare con certezza che si tratti dei suoi resti, occorrerà però attendere gli esiti delle comparazioni scientifiche, in corso in queste ore, ma il margine che possa trattarsi di qualcun altro è assolutamente minimo.