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2 lug 2022
paola pioppi
Cronaca
2 lug 2022

Alserio, una famiglia ostaggio dei banditi: l'incubo per un’imbeccata sbagliata

L’ipotesi degli investigatori: i rapinatori cercavano una cassaforte inesistente

2 lug 2022
paola pioppi
Cronaca
Indagano i carabinieri
Indagano i carabinieri
Indagano i carabinieri
Indagano i carabinieri

Alserio (Como) - Una rapina che ha tutta l’aria di essere stata attentamente programmata, sbagliando però clamorosamente i calcoli. Perché quella cassaforte che i banditi, una banda dell’Est composta da circa cinque persone , hanno insistentemente cercato, non è mai esistita. I carabinieri di Como che stanno indagando sull’ assalto avvenuto mercoledì sera in una villa di Alserio  sono alla ricerca di immagini utili riprese dalle telecamere di sorveglianza della zona, e stanno analizzando i sistemi di lettura targhe, ma intanto hanno ricostruito le circostanze del colpo, che per i rapinatori è andato decisamente male: invece di un ricco bottino in contanti e preziosi, si sono dovuti accontentare di qualche borsa griffata, un orologio Rolex e una manciata di banconote che il padrone di casa aveva in tasca.

A fare irruzione nella villa sono stati tre uomini con il volto semicoperto e i guanti, e un evidente accerto dell’Europa dell’Est. Si sono diretti subito verso il padrone di casa, un imprenditore che ha recentemente liquidato la sua società con sede nel Milanese. Gli investigatori pensano che di questa circostanza, potrebbe essere venuta a conoscenza la banda di rapinatori, convinti forse di trovare in casa almeno una parte della liquidità incassata dall’imprenditore. Ma l’uomo, nonostante sia stato minacciato, anche puntandogli una pistola, e schiaffeggiato, ha ripetutamente spiegato che in casa non aveva soldi né cassaforte, fino a convincere i tre rapinatori. Un quarto uomo nel frattempo ha badato alla moglie e al figlio piccolo del padrone di casa, mantenendo un atteggiamento molto differente e per nulla aggressivo.

Dopo circa mezz’ora i quattro se ne sono andati, quasi certamente attesi all’esterno da un quinto complice che faceva da palo. I telefoni cellulari delle vittime sono stati ritrovati in giardino, presi solo per ritardare la richiesta di soccorsi, ma subito abbandonati per non correre il rischio che tracciassero il percorso di fuga. Certamente chi ha agito ha studiato il momento adatto a intervenire, attendendo che i genitori dell’imprenditore, che gli avevano fatto visita, se ne andassero, e probabilmente avevano anche fatto sopralluoghi nei giorni precedenti. Ora i carabinieri stanno lavorando per trovare anche un minimo dettaglio che possa essere sufficiente a tracciare una pista di indagine.

 

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