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6 ott 2021
6 ott 2021

Abusi nel Preseminario, prosciolti i due preti "ma ci furono sesso e corruzione di minori"

I giudici: manca la prova "della violenza" di don Martinelli alla vittima, mentre per i rapporti prima dei 16 anni c'è la prescrizione. Prosciolto anche l'ex rettore per favoreggiamento

6 ott 2021
Il Tribunale vaticano, nel processo per gli abusi al Preseminario che ospita i 'chierichetti del Papa', ha deciso di prosciogliere i due imputati don Gabriele Martinelli e don Enrico Radice, 06 ottobre 2021. Per alcuni reati sono assolti, per altri non punibili, per altri ancora � intervenuta la prescrizione. Il Pg aveva chiesto 6 anni di reclusione per il primo e 4 per il secondo. La sentenza � di primo grado ed � possibile il ricorso in appello.
ANSA/VATICAN MEDIA
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La lettura della sentenza
Il Tribunale vaticano, nel processo per gli abusi al Preseminario che ospita i 'chierichetti del Papa', ha deciso di prosciogliere i due imputati don Gabriele Martinelli e don Enrico Radice, 06 ottobre 2021. Per alcuni reati sono assolti, per altri non punibili, per altri ancora � intervenuta la prescrizione. Il Pg aveva chiesto 6 anni di reclusione per il primo e 4 per il secondo. La sentenza � di primo grado ed � possibile il ricorso in appello.
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La lettura della sentenza

Como - Il tribunale vaticano ha prosciolto i due sacerdoti accusati di abusi sessuali (don Gabriele Martinelli) e di favoreggiamento (don Enrico Radice) nel preseminario Pio X, che si trovava sinora all'interno dello Stato pontificio, con una sentenza che farà probabilmente discutere.

Il collegio presieduto da Giuseppe Pignatone ha accertato "i rapporti sessuali, di varia natura ed intensità", tra l'imputato, don Martinelli, e la persona offesa, L.G., per oltre cinque anni, ma non ha trovato "la prova per affermare che la vittima sia stata costretta a detti rapporti dall'imputato con la contestata violenza o minaccia". Alcuni di questi rapporti sarebbero avvenuti prima che l'imputato compisse i 16 anni, quindi è stato accertato"il reato di corruzione di minorenni", tuttavia dichiarato "estinto per prescrizione".  

Su don Radice, all'epoca dei fatti rettore del seminario, il tribunale ha accertato che le verifiche e gli accertamenti fatti dopo le prime denunce "furono svolti ... in modo assolutamente superficiale", ma il reato è prescritto; che ha falsificato la firma del suo vescovo, ma senza riuscire a eludere le indagini; e che nel corso di un interrogatorio non ha dichiarato il vero, ma il codice penale glielo permette.

A maggio, con lo scandalo scoppiato e a procedimento già iniziato, la sala stampa vaticana comunicò che "da tempo si stava studiando l`ipotesi di un trasferimento del Preseminario S. Pio X al di fuori delle Mura Vaticane, anche per favorire la vicinanza dei giovani studenti ai luoghi dove svolgono i loro studi e praticano le loro attività ricreative". Papa Francesco ha poi comunicato lo spostamento del Preseminario, da settembre. 

Secondo l'accusa, basata principalmente sulle dichiarazioni della persona offesa, Martinelli, oggi sacerdote ma all'epoca alunno del preseminario San Pio X, dal 2006 al 2012 avrebbe commesso plurimi fatti di violenza carnale e di atti di libidine ai danni di un altro alunno, L.G., di sette mesi più piccolo dell'imputato, così integrando i reati previsti e puniti dagli articoli 331, 332 e 333 del codice penale. Nell'istruttoria sono stati sentiti vari testimoni e raccolta parecchia documentazione sulla relazione tra i due. Il Tribunale ha così stabilito che debbano ritenersi accertati i rapporti sessuali,  protrattisi per l'intero arco ultraquinquennale senza la prova della contestata violenza o minaccia asserita dalla vittima.

Impossibile, per i giudici, ritenere la costrizione provata al di là di ogni raigonevole dubbio deriva da alcune contraddizioni ed illogicità presenti nelle dichiarazioni rese in diverse occasioni dalla vittima, da messaggi telefonici e dal fatto che molti dei testi presenti nelle stesse stanze in cui avrebbero avuto luogo i rapporti sessuali hanno ripetutamente affermato di non avere mai visto o sentito nulla. Martinelli dunque è stato dichiarato non punibile in relazione ai fatti contestati fino al 9 agosto 2008 perché era all'epoca minore degli anni 16; è stato assolto dai reati a lui contestati per il periodo successivo all'agosto 2008 per insufficienza di prove.

Per il periodo dal 9 agosto 2008 al 19 marzo 2009 (quando anche L.G. Ha compiuto 16 anni)  è stato accertato il reato di corruzione di minorenni (art. 335 cp), che è stato però dichiarato estinto per prescrizione, maturata già nel 2014, cioè "molti anni prima della presentazione della querela (18 aprile 2018) e quindi dell'inizio delle indagini".

Per quanto concerne don Enrico Radice il collegio ha rilevato che effettivamente le verifiche e gli accertamenti richiesti sul caso "furono svolti dal rettore del preseminario e, ancor più, dal vescovo Colletti in modo assolutamente superficiale, senza approfondire le questioni essenziali onde giungere ad una rapida archiviazione".  Per Radice è stata dichiarata l'estinzione del reato per prescrizione, dato il tempo trascorso già al momento dell'inizio delle investigazioni del promotore di giustizia.

Sulla lettera con cui si comunicava l'imminente ordinazione sacerdotale di Martinelli e sulla quale don Radice avrebbe apposto la falsa firma del vescovo di Como, monsignor Coletti, l'imputato è stato assolto "perché il fatto non sussiste, in quanto essa non è risultata idonea a costituire alcun aiuto a eludere le indagini e quindi ad integrare il reato contestato".  Per quanto poi riguarda le false affermazioni sulla conoscenza dei fatti (da don Radice negata) l'imputato è stato dichiarato non punibile perché, deponendo il vero, avrebbe esposto se stesso al rischio di incriminazione: l'art. 215 cp impone anche nello Stato della Città del Vaticano il rispetto del privilegio contro l'autoincriminazione.

La Procura che aveva chiesto sei anni di reclusione per don Gabriele Martinelli, oggi 29 anni, per atti di violenza carnale aggravata e atti di libidine aggravati, e quattro anni per don Enrico Radice, oggi 71enne, per favoreggiamento.

Dopo la sentenza è intervenuta la Diocesi di Como con una nota: "Accogliendo con rispetto la decisione dei Magistrati, la Diocesi di Como esprime paterna vicinanza e piena solidarietà a tutte le persone e le comunità ecclesiali ferite in vario modo da questa dolorosa vicenda". Il Preseminario, infatti, è gestito dall'Opera don Folci che ha sede nella diocesi comasca. La Diocesi ricorda di aver offerto "la più ampia collaborazione, mettendo a disposizione del Promotore di Giustizia vaticano il fascicolo relativo all'indagine previa espletata dal delegato vescovile".  

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