Milano, 6 dicembre 2019

LETTERA

Ora che le acque si sono un po’ quietate, dobbiamo evitare che cali il silenzio sul dramma che sta vivendo Venezia perché i danni subiti dal patrimonio storico sono incalcolabili. Se ne sono accorti anche in Europa, forse prima di noi... Riccardo P., Milano

RISPOSTA

Certo può essere un aiuto, forse importante. Si vedrà. Di sicuro ha fatto un certo effetto sentire la neopresidente della Commissione europea von der Leyen sentire parlare di impegno per salvare Venezia. Un passo logico se ci si ferma all’importanza di questa città dichiarata patrimonio dell’umanità, quindi un bene di tutti, uno schiaffo se ci si impegna a cercare le origini del male che sta erodendo il miracolo sulla laguna. Che i fasti siano lontani, da tempo era cosa nota, ci si dovrebbe però chiedere e dare una risposta, con nomi e cognomi, su come e chi ha fatto sì che la città si ritrovasse in queste condizioni, perché non solo di questioni climatiche si può parlare. Il sospetto, avanzato da tempo, che ci sia una buona mano dell’uomo dietro i problemi che si stanno evidenziando non è del tutto da considerare frutto di fantasia. Ed è uno smacco per l’orgoglio italico sempre ridondante, ma incapace di difendere un suo tesoro.