Milano, 29 novembre 2020 -

LETTERA

Un giorno è pronto e manca solo il via libera perché sia somministrato, quello dopo invece rimette tutto in discussione e allunga i tempi. Questo tira e molla sui vaccini sta assumendo i toni di uno spaccio di belle speranze. Mi chiedo a cosa serva. Domenico B., Lodi

RISPOSTA

Come l’ultima spuma di un’onda che lascia sulla spiaggia una conchiglia, neppure il tempo di rendersi conto di quanto sia bella che arriva un altro ultimo respiro di onda che se la riporta via e la nasconde sotto la sabbia, neppure il tempo di provare rammarico per la mancata raccolta che si torna a rivedere la conchiglia e così via finchè il mare non si stancherà di giocare. Per noi un modo per passare un po’ di tempo coi nostri pensieri in santa pace. Santa pace che viene meno se il gioco ha per protagonista la speranza di iniziare ad allontanare decisamente lo spettro dei contagi. Questo vaccino che ora è a un passo dall’essere pronto e già ha milioni di prenotazioni per poi diventare il giorno dopo una soluzione che ha bisogno di ulteriori studi e messe a punto con revisione anche dei dati sull’efficacia sta solo creando una nausea da mal di mare. Un continuo ondeggiare tra speranze e mezze delusioni che in questo periodo si potrebbe anche evitare sempre che non si voglia mettere la scienza a servizio del mercato per fare la fortuna di pochi. Con zero attenzioni alle necessità dei più.

mail: ivano.costa@ilgiorno.net