Milano, 11 agosto 2020 -

DOMANDA:

In un periodo come quello che stiamo vivendo mi chiedo come si possa pensare di andare a fare una vacanza all’estero. Inutile poi scandalizzarsi perché in certi Paesi non si adottano accorgimenti. Siamo sempre alle solite: se dai un dito c’è chi si prende la mano... Gianni C., Milano

RISPOSTA:

Pareva fosse solo una questione nostra a febbraio e marzo, lo choc della chiusura totale, il numero di casi e morti che sembravano non aver mai fine... oggi che la morsa si è allentata nel nostro paese, ci scopriamo circondati da situazioni a rischio e con le riaperture ci troviamo anche a fare i conti con rientri da vacanze con contagio. Per un evento epocale e di certo nuovo, ogni Stato ha adottato le misure che ha ritenuto più opportune. Noi stiamo ancora discutendo su tempi e divieti decisi per arginare l’ondata virale e non ne veniamo a capo, inutile quindi aggiungere anche valutazioni su come si sono comportati in altre nazioni. Più utile riscoprire una medicina che è a costo zero e che si chiama buonsenso e di cui tutti in forma più o meno accentuata sono dotati, siano essi figli o genitori. Proprio necessaria una vacanza all’estero in una situazione del genere? Anche no, come non è necessario per forza di cose accalcarsi su una spiaggia o sulla riva di un fiume, fare allegre grigliate in combriccola. Il film dell’Italia in vacanza quest’anno non solo è brutto, è pure foriero di rischi. E il prezzo del biglietto potrebbe risultare alla fine pure alto. ivano.costa@ilgiorno.net