Ruben Razzante

Milano, 11 ottobre 2018 - Presto i minori avranno ancora più tutele in Rete. L’input anche questa volta arriva dall’Europa, che mostra una spiccata sensibilità ai bisogni e alle esigenze dei soggetti più deboli. I minori nell’oceano del web rischiano più degli altri, essendo assai vulnerabili e fragili emotivamente. In considerazione di ciò, il Parlamento europeo ha varato nei giorni scorsi un nuovo pacchetto di regole sui media audiovisivi che permette a ogni cittadino di adoperarsi per far rimuovere i contenuti nocivi per i minori, oltre a quelli illegali, come filmati pedopornografici, istigazioni al terrorismo o al razzismo. Così come i canali televisivi tradizionali, anche i social network e i siti di condivisione di video, come Facebook o YouTube, e i nuovi canali digitali a pagamento e in abbonamento, come Netflix, Apple tv o Amazon video, dovranno dotarsi di meccanismi trasparenti per garantire agli utenti il diritto di segnalare video in violazione della nuova direttiva Ue, grazie a sistemi di identificazione e rimozione immediata, con l’obbligo per le società di fornire spiegazioni dettagliate sul seguito dato alle segnalazioni.

In assenza di risposte, i cittadini potranno rivolgersi all’Authority nazionale di vigilanza, che valuterà se sanzionare le società audiovisive. Dopo il recepimento della direttiva europea nelle legislazioni nazionali, i provider di servizi audiovisivi saranno soggetti alle regole dello Stato in cui hanno la sede principale o dove lavora una parte rilevante dei dipendenti. Gli Stati Ue stileranno e aggiorneranno una lista completa degli operatori sul proprio territorio per costituire un database centralizzato al servizio delle Authority di vigilanza. Le nuove regole prevedono che i genitori possano predisporre software di filtraggio sugli apparecchi dei figli e adottare sistemi di verifica dell’età per i contenuti nocivi. Sono dunque tre gli indirizzi di queste novità normative: estendere ai nuovi media le tutele apprestate per i minori nell’ambito dei media tradizionali; potenziare il monitoraggio e i controlli sul rispetto delle norme dettate a protezione dei minori; responsabilizzare non solo gli Stati e gli operatori del settore, ma anche le famiglie. Sullo sfondo l’obiettivo di far crescere la cultura digitale e quindi la consapevolezza dei rischi che i minori corrono in Rete, coltivando sia gli strumenti giuridici che i rimedi tecnologici.