Milano, 14 luglio 2020 -

DOMANDA:

Caro Direttore, camminando per le strade di Milano mi sembra ancora di essere in un limbo: ancora poca gente per le strade, file interminabili di taxi parcheggiati. Un’aria da perenne Ferragosto senza la gioia delle vacanze e senza il piacere della città vuota. Temo che la ripresa sia ancora lontana. Michele Ferri, Milano

RISPOSTA:

Non credo sia giustificato cedere allo sconforto. La crisi legata al Covid ha portato lutti e gravi difficoltà, non soltanto in Lombardia e in Italia, ma in tutto il mondo. A pagare il conto più salato fin qui sono state le attività ricettive, ristoranti e alberghi in prima fila. I problemi, inutile nasconderselo, esistono ancora e si sentono. Come dice lei, le attività a Milano – motore economico del Paese – non sono ancora riprese a pieno regime. Ma se vede la città ancora non del tutto affollata è perché lo smart-working non è stato abbandonato. In questo panorama di crisi, tuttavia, ci sono già evidenti segni di speranza. Il primo, più vistoso, è il ritorno anche se ancora contingentato dei turisti stranieri nel centro di Milano. Sotto la volta della Galleria o davanti al Duomo si rivedono i selfie e gli scatti di gruppo. Altro dato positivo, almeno in prospettiva, è una quasi sorprendente ripresa del mercato immobiliare: significa che si continua a scommettere sulla centralità della metropoli negli anni a venire. sandro.neri@ilgiorno.net