Sandro Neri
Sandro Neri

LETTERA

Caro Direttore, il caso di Camilla Canepa e quello del bresciano Gianluca Masserdotti, morti di trombosi alcuni giorni dopo essrsi vaccinati, ci riportano di colpo nel caos di una profonda incertezza. Sulla vaccinazione, certo, ma più in generale su tutta la vicenda Covid: siamo tutti cavie?
 Antonio, da ilgiorno.it

RISPOSTA

Che un senso di profonda incertezza ci abbia accompagnato durante tutto questo anno e mezzo di emergenza Covid è fuori discussione. In fondo non avevamo mai vissuto un pericolo come questo e la violenza del coronavirus ha finito per travolgerci, anche perché palesemente impreparati. La vicenda di AstraZeneca, soprattutto ricordandoci quanto avvenuto a marzo, è senz’altro inquietante. E fa dubitare della competenza e dell’affidabilità delle autorità e degli esperti che dovrebbero garantirci. Come non comprendere l’ansia e lo sgomento di chi è in attesa della seconda dose del vaccino sotto accusa? Però, pur senza negare che i sei cambi di rotta in materia da parte delle autorità siano un problema, come sempre serve equilibrio. L’efficacia della campagna vaccinale non va messa in dubbio. Come durante le prime ondate del virus non si è dubitato delle cure che via via venivano messe a punto, a volte con un protocollo che annullava il precedente. Nessuno dei farmaci con cui sono stato curato io a marzo di un anno fa è oggi impiegato contro il Covid. Si procede diversamente. L’importante è che la ricerca non si fermi.
sandro.neri@ilgiorno.net