Milano, 18 settembre 2019 - 

LETTERA 

Caro direttore, quello che è accaduto all’ospedale di Vimercate mi pare davvero inaccettabile: una donna non può morire al termine di un banale intervento chirurgico, dopo una frattura, per lo scambio di una sacca di sangue. Non può succedere da nessuna parte in Italia, e dunque o a maggior ragione non può accadere in uno degli ospedali più apprezati della Lombardia. Spero che chi ha sbagliato paghi. Mario Z., da ilgiorno.it

RISPOSTA

Non voglio sembrare cinico, ma sono qui (anche) per ricordarle che la storia della Sanità è purtroppo piena e densa di errori, a volte fatali. Ora lei dice: chi ha sbagliato paghi. Giusto, ci mancherebbe altro. Se ci sono state mancanze, leggerezze o omissioni (e in questo caso mi paiono tragicamente evidenti) è ovvio che chi le ha commesse, a qualsiasi livello, dovrà pagarne le conseguenze. Ma davvero ci basta questo? Perché a parer mio la questione è un’altra: bisogna mettere a punto procedure e sistemi di controllo e verifica che evitino il ripetersi di questi macroscopici e assurdi errori. Punire, insomma, non è sufficiente. Indispensabile, invece, è organizzare un sistema di controlli che tenga in considerazione anche questo ultimo episodio e consenta agli operatori di ridurre ulteriormente ogni possibile rischio. Questo è quel che interessa ai cittadini-pazienti, ovvero a tutti noi. Non crede? sandro.neri@ilgiorno.ne​t