Milano, 18 marzo 2019 -

DOMANDA:

Ottant'anni di Trapattoni. Il mister di Cusano Milanino resta inimitabile e devo dire che la sua presenza sarebbe ancora aria fresca per una serie A che ormai è diventata terreno di ragionieri, procuratori, sponsor e persa quella che era la sua valenza più importante: un divertimento popolare. Oggi andare allo stadio costa troppo, non c’è più la festa del pomeriggio sugli spalti, è diventato tutto un business. Tornassero gli anni del Trap... Nicola, Milano

RISPOSTA:

Fischia ancora Trap. Quel suo gesto a bordo campo per richiamare i giocatori, quegli occhi azzurri vispi e intensi hanno fatto di mister Trapattoni un personaggio veramente popolare, perché non ha mai tradito se stesso, fedele alle sue origini. Un uomo che ha professato un calcio fatto di uomini con i quali sapeva parlare, messaggio che resta valido ancora oggi e ci consegna un mito dello sport. Senza nostalgie, perché uno dei suoi segreti è anche quello di non aver mai rinunciato ai cambiamenti, ma di averli vissuti per scoprire cosa portavano di buono. Sempre con quel disincanto che ha poi regalato battute memorabili. Più moderno di così... unico. Perché ha sempre trattato con grande serietà quello che, non va scordato, resta un gioco. ivano.costa@ilgiorno.net​