Milano, 23 luglio 2019 - Il primato milanese in ambito tecnologico si esprime in livelli di eccellenza nell’erogazione dei servizi pubblici al cittadino, ma anche nella digitalizzazione crescente dei processi produttivi delle imprese e nella densità di aziende attive in settori tecnologicamente avanzati. Milano, con più di 6.000 imprese, il 6,3% del totale nazionale, è la città italiana con il più alto numero di aziende attive in settori ad alto e medio contenuto tecnologico.

Lo documenta uno studio condotto dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi relativamente alle imprese italiane, suddivise per province, presenti su tutto il territorio nazionale, classificate secondo i settori tecnologici stilati dall’Ocse. Il resto della Lombardia non brilla particolarmente, se è vero che le altre province lombarde sono staccate nella graduatoria. Dopo il capoluogo lombardo troviamo Trieste con il 5,7% e - con il 4,6% - Roma, tallonata da Bologna e Torino, entrambe con il 4,5%. Si segnalano per l’alto livello tecnologico delle proprie imprese anche Genova (4,1%), Gorizia (4%), Monza-Brianza (3,8%) e, a seguire, Belluno, Ancona, Pescara e Rimini. La distribuzione regionale vede una netta predominanza delle regioni del Centro Nord, con Friuli Venezia Giulia che emerge prepotentemente, seguita da Emilia Romagna e Lazio. Fanalino di coda la Valle d’Aosta, a ridosso di Basilicata, Calabria e Sicilia.

I livelli di tecnologia adottati dal mondo imprenditoriale esaminati dallo studio sono in totale quattro: alto, medio alto, medio basso, basso. Prendendo in esame il livello tecnologico medio basso, i dati appaiono omogenei da Nord a Sud. Analizzando il livello più basso, primeggiano le città del Centro Nord, con Toscana e Marche, che evidentemente risentono anche di fattori territoriali e infrastrutturali e dunque restano abbastanza indietro. Tornando alle città, Cagliari si distingue al Sud, con il 3% delle imprese ad alto contenuto tecnologico, seguita da Enna e Catania attorno al 2%. Le altre province in media si attestano sull’1,5%. Questa classifica rispecchia la realtà del nostro Paese. Tuttavia, bisogna prendere in considerazione la distribuzione delle attività imprenditoriali sul territorio nazionale. Province più densamente popolate presentano un numero di aziende maggiore, il che incide sulle stime finali.