Milano, 15 luglio 2019 -

LETTERA

Dopo che il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha detto «Fosse per me, la Tav Torino-Lione non si farebbe», mi chiedo per qualche ragione siamo ancora qui a ragionare di questa opera. Abbiamo insediato una commissione alla quale abbiamo chiesto di valutare i costi e i benefici di questa grande opera, e ne abbiamo dedotto che i primi sono di gran lunga superiore ai secondi. Allora, io dico, basta. Della Tav non si parli più. Pensiamo ad altro. Marino A., da ilgiorno.it

RISPOSTA

Al contrario di quel che spera lei, ho l’impressione che nei prossimi giorni di Alta velocità si parlerà, e non poco. Perché ci sono delle scadenze da rispettare. Una in particolare è stata annunciata dal ministro Danilo Toninelli: entro il 26 luglio l’Italia deve (o dovrebbe?) dare una risposta definitiva alla Commissione Europea. È inevitabile dunque che il dibattito su questa costosa ma strategica opera pubblica salga di tono. Con la Lega sempre più convinta di dare il via libera ai cantieri (peraltro in parte già aperti) e con gli alleati di governo del Carroccio, i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, sempre più in imbarazzo. L’Italia a dire il vero si era già chiaramente pronunciata a favore dell’opera. E credo che un ripensamento formale minerebbe seriamente la credibilità del nostro Paese. sandro.neri@ilgiorno.net​