Milano, 26 luglio 2021 

LETTERA

Caro Direttore, sono anni che vedo mestieri sparire. Facile, quasi ovvio, che succeda dove il ricorso alle tecnologie riduce la presenza dell’uomo. Più difficile invece capire le ragioni della soppressione della figura del capotreno che si annuncia nelle nostre ferrovie. Pensavo che la sicurezza fosse importante.  Luca, da ilgiorno.it

RISPOSTA

Il tema è di particolare attualità, visto che l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie si riunisce oggi proprio per prendere una decisione. Scegliere, cioè, di confermare la presenza e il ruolo dei capitreno sui convogli o, al contrario, di abolirla, come da tempo si parla di fare. I sindacati sono in allarme. E stigmatizzano l’intenzione di sopprimere le mansioni del capotreno, ritenute centrali per il servizio ferroviario. Che questa figura sia importante per i viaggiatori è un dato di fatto. Riconfermato, anche recentemente, dalle aggressioni di cui i capitreno sono vittime, anche sulle linee lombarde, proprio perché in prima linea nel tutelare la sicurezza dei passeggeri e la regolarità del viaggio. Un capotreno ha dato l’allarme e chiamato i soccorsi, pochi giorni fa sulla linea Lecco-Milano, dopo che un passeggero era stato colpito da due viaggiatori a cui aveva chiesto di indossare la mascherina. Ma si potrebbero citare tantissimi episodi come questo e, purtroppo, anche più gravi. Senza contare il fatto che, abolito il capotreno, su certi convogli non resterebbe che il solo macchinista. Un po’ pochino considerati i tanti passaggi a livello e le criticità ancora presenti sulle tratte. mail: sandro.neri@ilgiorno.net