Milano, 6 settembre 2018 -

DOMANDA:

Caro direttore, forse ho perso l’orologio. Ma, se ho capito bene, per l’esondazione del Seveso a Milano del 2014 sono state chiuse adesso le indagini e in otto rischiano il processo. Due ex sindaci, un ex governatore della Regione e tanti altri personaggi. Va bene tutto: ma quattro anni di indagine non le sembrano troppi? Dico, sono passati quattro anni e un eventuale processo (per un reato colposo) deve ancora iniziare. Mi sembra tutto strano. Paolo C., Milano

RISPOSTA:

Più che strano, è inaccettabile. Inaccettabile rassegnarsi a tempi così lunghi. Ma, soprattutto, è inaccettabile il fatto che in quattro anni non siano state ancora realizzate quelle opere che potrebbero garantire a Milano e ai suoi cittadini maggior sicurezza. A parte l’ispezione e la pulizia del canale in cui scorre il Seveso, niente altro di concreto o di rilevante mi pare sia stato fatto. Le vasche di esondazione da realizzare a Nord della città sono ancora un sogno. Anzi, un incubo. E la procedura si è incagliata, prima per le proteste, poi per la pioggia di ricorsi. Ciascuno dei quali - anche in questo caso - viene discusso con tempi biblici. Allora: se un’opera pubblica serve per la tutela dei cittadini, la si deve realizzare senza esitazione. Altro che processi. Qui quel che conta è far dormire sonni tranquilli ai milanesi. sandro.neri@ilgiorno.net