Milano, 7 luglio 2020 - 

DOMANDA:

Semplificare, utilizzare le meraviglie dell’online per poi dovere comunque recarsi agli sportelli per una firma o accertarsi che la pratica sia stata evasa. In questo periodo di confusione si eviti di aggiungerne altra fantasticando di “semplificazioni” e taglio della burocrazia... Davide D., Milano

RISPOSTA:

“Semplificazione” e “burocrazia”, da quanti anni si sentono usare questi termini per dare una scossa al Paese? Tanti, quanti è difficile dirlo. E ancora oggi siamo qui, dopo aver capito a nostre spese che non siamo padroni del mondo semmai degli “ospiti”, ad alambiccarci e progettare il futuro della nostra penisola rimasticando questi termini in un’operazione che neppure la ricerca delle “convergenze parallele” ha richiesto tanto tempo. Oggi si parla di semplificazione soprattutto per quanto riguarda le regole degli appalti di opere, bisogna sveltire, riaprire i cantieri rendendo più rapide le procedure d’appalto. Può essere che questa sia una soluzione, ma non è la soluzione dei problemi. Così come può essere molto suggestivo e portatore di consensi mettere all’indice l’impianto burocratico dimenticando che per italica natura si predilige il “marasma di carte” come consentire di inoltrare pratiche online per poi chiedere di andare ad ultimarle... agli appositi sportelli. ivano.costa@ilgiorno.net