LETTERA:

RIPRENDE la scuola e parte il solito refrain, il ricorso alle supplenze, strutture che faticano a sopportare il peso degli anni e dell’“assalto” di tanti giovani baldanzosi. Mi è quasi difficile ricordare quando si è iniziato a parlare di queste magagne. Che nessuno mette in dubbio, ma sarebbe forse più importante parlare di quanto sia necessario orientare quei pochi investimenti disponibili sulla creazione di un circolo virtuoso che metta la scuola realmente al passo coi tempi, soprattutto a percorso formativo ultimato. Roberto C., Lodi

RISPOSTA:

IN ORDINE sparso, ma si riprende. La scuola torna a scandire i ritmi di bambini, ragazzi e famiglie. Lo fa con i suoi problemi di sempre: supplenti ad arginare le necessità di istruzione e strutture vecchie che, tempo un paio di mesi, avranno problemi di riscaldamenti che non funzionano, infissi che cedono e via elencando. I problemi aumentano man mano che si compie la carriera scolastica, diventando pesanti alle Superiori quando all’ansia di dover poi sostenere la Maturità, si aggiunge il turnover degli insegnanti, in edifici che in rari casi sono efficienti e poi quasi “metafisici” quando si giunge all’accesso all’Università che si trova a vivere una contraddizione: forma nuove figure professionali, superspecializzate in un Paese che su Ricerca e Sviluppo continua a puntare pochissimo salvo gli investimenti di aziende e privati. Come dire: quello che è lo sbocco più importante del futuro oggi è solo un pertugio. C’è di che augurare buon lavoro a tutti per ampliarlo. ivano.costa@ilgiorno.net